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RASSEGNA

 

12 - 15  gennaio

 

Strasburgo




 


Sommario

Codici delle procedure parlamentari, Abbreviazioni

Deputati al Parlamento europeo

Dichiarazioni
Cordoglio per le vittime del terremoto in Iran e dell'aereo caduto nel Mar Rosso

Presidenza del Consiglio
Le priorità della Presidenza irlandese

Trasporti
Sanzioni per chi inquina i mari europei
Cambio di bandiera delle navi: no al simbolo UE

Affari economici e monetari
Servizi di interesse generale: no a una direttiva quadro
Regolamentazione europea per i fondi di speculazione
Imposte dirette: migliora l'assistenza tra gli Stati membri
IVA ridotta per taluni servizi ad alta intensità di lavoro

Energia
Via libera al pacchetto nucleare
Prestiti Euratom per il finanziamento delle centrali elettronucleari

Ambiente
Detergenti: raggiunto un accordo di compromesso

Relazioni esterne
Iran: si agli aiuti a Bam, ma attenzione ai diritti umani

Pesca
Un piano per proteggere l'industria del tonno
Controllo della pesca dei grandi migratori
Conservazione degli stock di grandi migratori

Giustizia e Affari interni
Nuovi stupefacenti e nuove droghe sintetiche
Inquinamento provocato da navi: occorre rafforzare il quadro penale
Società di gestione collettiva dei diritti d'autore
Convenzione ONU contro la criminalità organizzata
L'occupazione è il pilastro della politica d'immigrazione
Frontiere: sì alle guardie europee, no all'agenzia 26

Sanità pubblica e Consumatori
Proteggere la fauna selvatica dal commercio illegale

Cultura
La diversità culturale va salvaguardata nelle istanze internazionali 

Diritti dell’uomo
Zimbabwe: più fermezza contro la repressione
Burundi: sostenere la pace e punire i crimini di guerra
Haiti: fermare la violenza di Stato ed elezioni legislative

Sviluppo e Cooperazione
Lotta contro l'AIDS, la malaria e la tubercolosi
Sostegno al partenariato africano NEPAD

Pari opportunità / Diritti della donna
Pari opportunità

Politica sociale e dell’occupazione
Sviluppare il potenziale occupazionale del terziario
Verso un miglioramento della direttiva sui lavoratori distaccati?

Agricoltura
Ritrovati vegetali
Più attenzione per l'agricoltura delle aree artiche

Affari costituzionali
Agenzie europee di regolazione

Politica regionale
Dazi di mare nei dipartimenti francesi d'oltremare

Ordine del giorno 28 - 29 gennaio 2004 Bruxelles


Codici delle procedure parlamentari

Serie A

Relazioni e raccomandazioni

Serie B

Risoluzioni e interrogazioni orali

Serie C

Documenti di altre Istituzioni

*

Procedura di consultazione

**I

Procedura di cooperazione, prima lettura

**II

Procedura di cooperazione, seconda lettura

***

Parere conforme

***I

Procedura di codecisione, prima lettura

***II

Procedura di codecisione, seconda lettura

***III

Procedura di codecisione, terza lettura

 

Abbreviazioni

PPE/DE

Partito popolare europeo / Democratici europei

PSE

Partito del socialismo europeo

ELDR

Liberali, democratici e riformatori

Verdi/ALE

Verdi / Alleanza libera europea

GUE/NGL

Sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica

UEN

Unione per l’Europa delle Nazioni

EDD

Europa delle democrazie e delle diversità

NI

Non iscritti

   

B

Belgio

F

Francia

A

Austria

DK

Danimarca

IRL

Irlanda

P

Portogallo

D

Germania

I

Italia

FIN

Finlandia

GR

Grecia

L

Lussemburgo

S

Svezia

E

Spagna

NL

Olanda

UK

Regno Unito

top


Deputati al Parlamento europeo

 Situazione al 15.01.2004

 

B

DK

D

GR

E

F

IRL

I

L

NL

A

P

FIN

S

UK

Totale

PPE/

DE

5

1

53

9

28

21

5

34

2

9

7

9

5

7

37

232

PSE

5

2

35

9

24

18

1

16

2

6

7

12

3

6

29

175

ELDR

5

6

   

3

1

1

8

1

8

   

5

4

11

53

GUE/

NGL

 

3

7

7

4

15

 

6

 

1

 

2

1

3

 

49

Verdi/ALE

7

 

4

 

4

9

2

2

1

4

2

 

2

2

6

45

UEN

 

1

   

 

4

6

10

     

2

     

23

EDD

 

3

 

 

 

9

     

3

 

 

   

3

18

NI

3

     

1

10

 

11

   

5

     

1

31

Totale

25

16

99

25

64

87

15

87

6

31

21

25

16

22

87

626


Gruppi politici

 

PPE/DE

Partito popolare europeo / Democratici europei

PSE

Partito del socialismo europeo

ELDR

Liberali democratici e riformatori

GUE/NGL

Sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica

Verdi/ALE

I Verdi / Alleanza libera europea

UEN

Unione per l'Europa delle Nazioni

EDD

Europa delle democrazie e delle diversità

NI

Non iscritti

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Dichiarazioni


Cordoglio per le vittime del terremoto in Iran e dell'aereo caduto nel Mar Rosso

In apertura di sessione, il Presidente del Parlamento Pat COX ha ricordato come il 26 dicembre scorso un terremoto nella città di Bam, in Iran, abbia causato 30.000 vittime, oltre a migliaia di feriti e decine di migliaia di sfollati. COX ha espresso la vicinanza del Parlamento alle vittime del terremoto e la determinazione a mostrare loro solidarietà nelle settimane a venire. Il Presidente ha ricordato inoltre l'incidente dell'aereo egiziano caduto il 3 gennaio scorso nel Mar Rosso, che ha causato la morte di 148 persone. Le famiglie delle vittime hanno già ricevuto le condoglianze, mentre è stato assicurato alle autorità francesi pieno l'appoggio. In memoria di tutte queste vittime è stato osservato un minuto di silenzio.

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Presidenza del Consiglio


Le priorità della Presidenza irlandese

Dichiarazione del Consiglio - Programma della Presidenza irlandese
Dibattito: 14.01.2004

Dichiarazione del Consiglio

Il Primo Ministro irlandese Bertie AHERN ha aperto ringraziando il Parlamento per il modo in cui è stata ricevuta, nel novembre scorso, la Presidente irlandese Mary McAleese. Il motto «Europeans - Working Together» esprime un concetto di lavoro in partenariato degli europei, che vogliono conseguire obiettivi comuni, ha detto Ahern, che sa di poter contare sulla cooperazione dei deputati del Parlamento.

L'obiettivo principale di quella che sarà la sesta Presidenza irlandese consiste nel raggiungere dei risultati che possano avere un impatto positivo sulla vita dei cittadini europei. A tale scopo, ciascuna delle parti coinvolte deve svolgere il proprio ruolo. Il Parlamento è l'unica Istituzione che detiene un mandato diretto dei cittadini; va da sé che una buona relazione tra Consiglio e Parlamento è vitale per il successo dell'Unione. A causa delle elezioni in giugno, il tempo a disposizione per poter lavorare insieme è corto, ma il Presidente del Consiglio ha preso atto della disponibilità espressa dal Presidente Pat COX.

Il programma della Presidenza irlandese è il primo ad applicare pienamente le decisioni del Consiglio europeo di Siviglia, tese a fornire maggiore coerenza al lavoro del Consiglio; esso tiene conto delle priorità del programma operativo annuale, preparato con la futura Presidenza olandese. Esso inoltre è coerente con il programma strategico pluriennale 2004-2006. Questi ultimi sono già di per sé esempi pratici del motto «Working together».

Il Presidente del Consiglio ritiene fondamentale che l'Unione abbia una nuova Costituzione. L'oratore ha mostrato apprezzamento per il lavoro della Convenzione e in particolare per il contribuito dei membri del Parlamento. Egli ha sottolineato di aver ben recepito il messaggio di molti eurodeputati sull'importanza di una CIG rapida e di successo. Bertie Ahern ha ringraziato anche la Presidenza italiana per il lavoro svolto e per l'assistenza fornita al suo Governo. Egli ha espresso il suo disappunto per il fatto che non si sia raggiunto un accordo in dicembre, promettendo di fare tutto quanto in suo potere per potervi arrivare prima possibile.

Per arrivare ad un compromesso, occorre una sufficiente volontà politica da parte di tutti, ha detto. Una nuova Costituzione aiuterebbe l'Unione a rispondere alle aspettative dei cittadini e le permetterebbe di avere un'azione più efficace e coerente nel mondo. Del resto, un ritardo eccessivo danneggerebbe la credibilità dell'Unione. Il Presidente del Consiglio ha intrapreso intense consultazioni, su cui riferirà nel corso del Consiglio europeo di marzo. Tutti i suoi colleghi hanno manifestato l'impegno a andare avanti.

In merito alle nuove prospettive finanziarie, si attende una comunicazione della Commissione entro la fine del mese. Il Consiglio europeo di primavera stabilirà il calendario dei negoziati. Bertie Ahern considera un privilegio speciale quello di iniziare la Presidenza a 15 e di terminarla a 25. Una cerimonia ufficiale celebrerà l'evento a Dublino il 1° maggio, accompagnata da eventi culturali e da scambi a livello internazionale. L'allargamento costituirà una delle maggiori priorità, questo vale anche per Romania e Bulgaria, per le quali si spera di concludere i negoziati entro il 2004. Il Presidente del Consiglio ha anche manifestato apprezzamento per gli sforzi della Turchia, su cui si prenderà una decisione nel corso del Consiglio europeo di dicembre. Egli ha auspicato che Cipro possa aderire all'Unione come un'unica isola, e appoggia gli sforzi del Segretario generale ONU in questo processo.

In merito alla strategia di Lisbona, Bertie Ahern ha sottolineato come la Presidenza abbia posto tra le sue quattro priorità quella di una crescita sostenibile e della coesione sociale. Il prossimo anno saremo a metà del cammino verso la data del 2010 fissata a Lisbona, ha detto. Sono già stati raggiunti dei risultati in molti settori. Oggi è molto più facile per lavoratori e studenti circolare in Europa per lavorare o studiare; è più facile intraprendere una piccola attività economica; le telecomunicazioni sono a buon mercato; ci sono stati progressi nella protezione sociale. C'è un impegno per un'Europa più attenta all'ambiente. Ma occorre fare di più, altrimenti non si raggiungerà l'obiettivo dell'economia più competitiva del mondo entro il 2010, ha affermato.

Per questo è attesa, la prossima settimana, la relazione della Commissione al Consiglio europeo di primavera. Occorre cogliere le possibilità offerte dai segnali di ripresa economica a livello europeo e mondiale. In questo senso, è necessario procedere alle riforme che garantiscano il massimo di vantaggi a livello economico e sociale, anziché mantenere lo statu quo. Le due priorità della Presidenza in merito all'Agenda di Lisbona saranno la crescita sostenibile e un'occupazione di alta qualità. Tra le sfide essenziali da affrontare figurano gli investimenti in capitale umano per sostenere alti livelli di crescita dell'economia europea, nonché la competitività e in particolare lo sviluppo dei servizi quale motore della crescita e della creazione di posti di lavoro. Quest'ultimo tema è di particolare importanza; il Presidente del Consiglio ha accolto favorevolmente il messaggio contenuto nella relazione del gruppo di lavoro di Wim Kok. Infine, egli ha voluto ricordare l'importanza del dialogo sociale, che prevede tra l'altro il Vertice sociale tripartito di marzo.

Bertie Ahern ha ricordato che l'Europa ha creato negli ultimi 50 anni un'ara di pace e di prosperità che ha eliminato le barriere alla circolazione, ma che rischia di favorire le attività illecite. Per questo, la Presidenza lavorerà affinché si raggiungano i più alti livelli di libertà e sicurezza. Il programma di Tampere sarà al centro dell'attenzione, in particolare per quanto riguarda asilo, immigrazione, cooperazione giudiziaria e di polizia in campo penale, cooperazione in materia civile. Il Consiglio europeo di giugno effettuerà una valutazione degli obiettivi raggiunti.

Il Presidente del Consiglio ha affermato che l'Unione lavorerà a stretto contatto con le Nazioni Unite nel loro sforzo di riforma, nonché in seno al Gruppo ad alto livello sulle minacce, le sfide e i cambiamenti. Egli ha manifestato il suo apprezzamento per la decisione di attribuire il premio Sacharov al Segretario generale ONU. Questo fatto indica quanto sia importante per l'Unione il multilateralismo in politica estera. UE e ONU continueranno a lavorare assieme anche nella gestione delle crisi, per la quale sono partner naturali. Egli ha ricordato che sotto Presidenza italiana è stata firmata una dichiarazione congiunta su questo tema.

L'Unione deve lavorare anche per il disarmo e per la promozione dei diritti umani. Su quest'ultimo punto, Bertie Ahern ha detto che l'Unione adotterà le Linee guida di supporto ai Difensori dei Diritti umani e che essa implementerà la Strategia sui minori coinvolti nei conflitti armati. Un altro punto importante è quello della cooperazione con gli USA, con i quali c'è stato disaccordo sul tema dell'Iraq. «Il mondo è migliore e più sicuro quando l'Unione europea e gli Stati uniti lavorano insieme», ha detto. L'UE terrà dei vertici con gli USA, ma anche con il Canada e i Paesi dell'America latina e dei Caraibi, in quanto essa considera le sue relazioni con le Americhe come un tutt'uno. In Medio Oriente, l'Unione continuerà a lavorare in seno al Quartetto per l'applicazione della road map in vista di una soluzione a due Stati. Il Ministro degli Affari esteri Brian Cowen sarà in viaggio in serata in direzione di quest'area, ha detto.

Il Vertice UE-Russia sarà un'occasione per rafforzare un partenariato strategico. Per quanto concerne la Prevenzione dei conflitti, il ruolo delle ONG e della società civile verrà valorizzato. Si tratta di un tema importante, soprattutto nel caso dell'Africa, considerando che 291 milioni di persone vivono al di sotto della soglia della povertà nell'Africa sub-sahariana. Circa 30 milioni sono infette dall'AIDS. Un decina di conflitti contribuisce a esasperare la crisi umanitaria. La Presidenza intende appoggiare gli sforzi condotti dai Paesi africani per far fronte a queste enormi sfide. Inoltre sarebbe auspicabile una maggiore convergenza tra la politica estera e quella di sviluppo. L'Unione deve costituire un esempio nel perseguimento dei «Millennium Development Goals».

Sarà importante curare le relazioni con i nostri vicini, visto che, dopo l'allargamento del 1° maggio, vi saranno 385 milioni di persone che vivranno alle frontiere terrestri e marittime dell'Unione. Attraverso l'iniziativa di Vicinato europeo, sarà possibile sviluppare le relazioni con questi paesi a Est e a Sud sulla base dei valori di democrazia, rispetto dei diritti umani e Stato di diritto. Si cercherà di implementare l'Agenda fissata a Salonicco nel giugno 2003 nel corso del Vertice tra UE e Paesi dei Balcani occidentali. Anche la politica commerciale si baserà su un approccio multilaterale: l'Unione è impegnata nel rilancio dei negoziati del Doha round. Un altro punto chiave dell'Agenda saranno le relazioni con i Paesi asiatici; è previsto un incontro tra i Ministri degli Affari esteri in aprile, e si spera di organizzare un Vertice tra Unione e Giappone nel corso della Presidenza.

Il Presidente del Consiglio ha espresso l'auspicio di arrivare ad una conclusione per quanto concerne lo statuto dei deputati, sulla base del voto del Parlamento lo scorso dicembre. Egli ha concluso il suo intervento facendo un riferimento alla visione dei Padri fondatori dell'Europa, un'Europa in cui non ci sarebbero stati più conflitti né divisioni, ma ci sarebbe stata piuttosto una cooperazione che avrebbe garantito sicurezza e prosperità. Cosciente dell'ambizione dell'Agenda della Presidenza irlandese, Bertie Ahern ha voluto infine ricordare il motto «Europeans - Working Together».

Dichiarazione della Commissione

Il Presidente della Commissione europea Romano PRODI ha esordito sottolineando come gli eventi dei prossimi mesi tracceranno il corso dell’Unione per molti anni a venire. In particolare, cita gli appuntamenti istituzionali (il rinnovo del PE a giugno e la scadenza del mandato della Commissione a ottobre) e i prossimi negoziati che definiranno le future Prospettive finanziarie dell’Unione, nonché l’allargamento, il proseguimento dei lavori sul Trattato costituzionale e sulla strategia per la crescita.

Per quanto riguarda l’allargamento, il Presidente ha sottolineato come esso porterà con sé cambiamenti di ampia portata per tutte le istituzioni europee. Sul piano operativo, procedono i lavori di preparazione per l’organizzazione interna della Commissione e si intensificano le consultazioni con i governi dei nuovi Stati membri per la designazione dei nuovi Commissari. L'obiettivo è quello di «integrare i nuovi membri del Collegio a partire dal primo maggio prossimo, dopo il voto d'approvazione da parte del Parlamento».

Il Presidente Prodi ha evidenziato come le celebrazioni a Dublino e in tutta l’Europa saranno un momento simbolico che aprirà nuove prospettive. Si tratterà di una tappa epocale verso la forma definitiva dell'UE, che avverrà con l'adesione di tutti i paesi dei Balcani occidentali. Con i nuovi vicini dell’Europa allargata, si dovrà creare un’area di cooperazione, di stabilità, di sicurezza e di pace. Quest’opera è già iniziata, grazie all’iniziativa dell’Anello dei Paesi Amici che estende dal Mediterraneo alla Russia la possibilità di cooperare profondamente e sistematicamente con l’Unione europea.

Affrontando la questione delle relazioni esterne, Prodi ha affermato di sostenere con decisione la scelta della Presidenza irlandese a favore di un multilateralismo forte ed efficace, del rispetto dei diritti umani e della prevenzione dei conflitti. L’Unione deve rafforzare le sue relazioni con le Nazioni Unite e deve cercare un terreno d’intesa più ampio con tutti i protagonisti della scena mondiale, a cominciare dagli Stati Uniti e dalla Russia. Si deve cooperare con gli Stati membri «per aiutare il Segretario Generale Kofi Annan a portare avanti la riforma delle Nazioni Unite, che debbono essere forti, efficaci e presenti dove la pace è in pericolo, dove le popolazioni hanno bisogno d'aiuto, dove i diritti dell'uomo vanno protetti». Riguardo alla sicurezza e alla pace nel mondo, Prodi ha sottolineato il ruolo del dialogo politico e - associandosi alle proposte della Presidenza - della necessità di concentrare l'azione dell'Unione sugli aiuti umanitari, sul rispetto dei diritti umani e sui fattori politici, economici e sociali che nutrono la violenza e la guerra. Fermo restando che le organizzazioni terroriste vanno contrastate senza esitazione e messe in condizione di non nuocere.

Nell'esprimere la più viva soddisfazione per la ripresa dei lavori della Conferenza intergovernativa annunciata dalla Presidenza, Prodi ha evidenziato come il varo della Costituzione sia una priorità assoluta per la Commissione. Garantendo quindi il suo pieno sostegno alle Presidenze irlandese e olandese, ha affermato che «il 2004 deve essere l'anno della nuova Costituzione europea». A tale proposito ha invitato i governi a fare uno sforzo ulteriore per far maturare il consenso sulle proposte della Convenzione perché il rallentamento del processo di integrazione rappresenterebbe «un costo politico ed economico troppo alto». Tuttavia, se gli sforzi in questa direzione dovessero fallire, il Presidente della Commissione ha dichiarato che non ci si potrebbe opporre a una cooperazione più forte da parte di alcuni, «cooperazione che dovrebbe poi servire come punto di partenza per un’Unione più vigorosa e più coesa, utilizzando a questo scopo il metodo che ha garantito il successo di cinquant'anni d'integrazione europea».

Riguardo alle azioni europee per la crescita economica, Prodi osserva come il programma della Presidenza irlandese sia ricco e ambizioso tenuto anche conto del fatto che durante questo semestre si terrà il vertice di Primavera, che rappresenta il principale appuntamento per definire la strategia economica dell’Unione. Rilevando come la situazione economica sembra finalmente migliorare e l’atmosfera torna a essere favorevole per stimolare l’attività economica, l'oratore ha garantito il pieno sostegno suo e della Commissione agli obiettivi esposti nel programma della Presidenza. Prodi ha poi ribadito la visione di fondo della strategia dell'Esecutivo. In particolare, il Consiglio di primavera proseguirà sulla strada tracciata dalla strategia di Lisbona che «resta l'unico ancoraggio per permettere alla società e all’economia europea di mantenere prosperità, sicurezza e giustizia sociale anche in un mondo globalizzato». La Commissione farà le sue proposte, il Consiglio prenderà le sue decisioni, «tuttavia nulla accade davvero finché queste decisioni non diventano politiche reali a livello nazionale».

In tale ambito, il Presidente Prodi ha sottolineato come le grandi priorità dell’Unione debbono essere la conoscenza e l’innovazione, affermando che gli investimenti nella scuola, nella formazione permanente e nella ricerca rappresentano un obiettivo da perseguire immediatamente perché «i nostri concorrenti internazionali ci stanno superando o ci hanno già superato». Perciò, ha continuato, si deve accelerare la transizione verso l’economia della conoscenza. A tale proposito, ha insistito sul ruolo della ricerca e sulla necessità di creare in Europa dei centri di ricerca di eccellenza a livello mondiale, non attraverso una strategia nazionale ma europea. Inoltre, ha proseguito Prodi, bisogna «mettere in atto un meccanismo che consente ai nostri ragazzi che in questo momento si stanno specializzando altrove di ritornare in Europa una volta finiti gli studi». Essi «devono trovare in Europa le opportunità di studio, di lavoro e di successo a cui hanno diritto». Questo - ha concluso il Presidente della Commissione - «deve essere il senso delle nostre politiche e questo deve essere il nostro impegno per rispondere alle attese dei nostri cittadini».

Interventi a nome dei gruppi politici

Hans-Gert POETTERING (PPE/DE, D) ha ricordato che i presidenti dei gruppi politici hanno già avuto modo di incontrare i ministri irlandesi lo scorso dicembre, ponendo così le basi per un successo della Presidenza. Per il PPE, la Costituzione rappresenta la priorità delle priorità. Il fallimento del Vertice di Bruxelles non deve significare il fallimento del progetto di Costituzione; l'oratore ha quindi promesso al Presidente del Consiglio il sostegno del suo gruppo perché si arrivi ad un risultato. Egli ha anche ricordato di essere a favore della doppia maggioranza, ma ha detto che questa non può condurre al fallimento dell'obiettivo principale, che è quello della Costituzione.

L'oratore considera sbagliata nel merito la discussione sull'Europa a due velocità: piuttosto creiamo la Costituzione e perseguiamo questa via insieme, ha detto. Il progetto di Costituzione prevede che, all'atto di nominare il Presidente della Commissione, si tenga conto dei risultati delle elezioni al Parlamento europeo. Il rappresentante dei popolari ha chiesto quindi al Presidente del Consiglio che si proceda in questo modo per il prossimo Presidente dell'Esecutivo, criticando invece la composizione della Commissione stabilita nel 1999, allorché il PPE vinse ma altri occuparono i posti principali. La composizione della Commissione deve essere equilibrata; rivolto al Presidente Prodi, ha chiesto che si tenga conto di questo principio fin d'ora, al momento della nomina dei 10 commissari dei paesi in via d'adesione.

L'oratore sottoscrive le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio sulle relazioni con gli USA: né vassalli, né contro, ha detto, ma occorre piuttosto essere partner degli americani sullo stesso piano, anche perché, diversamente, rischieremmo di spaccare l'Europa, visto che ci sono posizioni diverse sul tema dei rapporti con gli USA. Questo però non significa che si debba rinunciare a criticare gli Stati Uniti quando si riveli necessario, come è il caso dei prigionieri a Guantanamo. Sia in quest'ultimo caso, sia relativamente alla situazione in Cecenia, l'Unione non può rinunciare a far valere il rispetto dei diritti umani, compreso in sede di documenti ufficiali e di accordi. Il rappresentante dei popolari ha infine espresso apprezzamento per le parole del Presidente del Consiglio sul rispetto dei paesi grandi e piccoli e in merito alla richiesta di aiuto da parte di tutti per l'unità dell'Unione, garantendo ancora una volta il sostegno del suo gruppo.

A nome del Gruppo PSE, Enrique BARÓN CRESPO (PSE, E) ha evidenziato come il destino abbia posto la Presidenza irlandese di fronte a un bivio politico molto importante per l'UE, sulla strada partita proprio da Dublino nel 1990 e che ha portato a Maastricht. L'oratore si rallegra di poter trattare con un «interlocutore affidabile, serio e con esperienza», che fa seguito a una presidenza piena di stravaganze politiche e di show mediatici.

Riguardo alla Costituzione, il rappresentante dei socialisti nota in primo luogo l'atteggiamento prudente ma fermo della Presidenza e, auspicando che nel prossimo mese di marzo si possa disporre di una proposta, rileva l'assoluta necessità di avere una Costituzione per consolidare l'Unione ampliata e consentirne il funzionamento in maniera democratica. In tale ambito, è sottolineato come il tema dello Statuto dei deputati, a parere del Gruppo, meriti «dignità costituzionale».

In materia economica, l'oratore ha posto l'accento sullo sviluppo della strategia di Lisbona che deve portare alla piena occupazione, con pari opportunità per uomini e donne, alla coesione sociale e allo sviluppo tecnologico. Nel campo della solidarietà, nella prossima definizione delle Prospettive finanziarie dell'UE, non si potranno porre obiettivi supplementari disponendo di mezzi minori. Le proposte della Commissione, quindi, dovranno almeno mantenere lo sforzo attuale. Si dovrà, infine, dare un futuro al Patto di stabilità e di crescita.

Sulla politica internazionale, il deputato sottolinea la necessità insistere sul valore dei diritti umani a livello mondiale, nonché l'importanza della visita di Kofi Annan poiché afferma l'adesione europea al multilateralismo.

Rispondendo alle affermazioni del rappresentante del PPE sulla campagna elettorale, l'oratore ha affermato che, dal punto di vista del Parlamento europeo e della democrazia, l'importante è che la Presidenza «applichi alla lettera l'accordo Simitis-Cox»: ovvero che il candidato alla presidenza della Commissione sia proposto dal Consiglio europeo solo dopo le elezioni.

Graham WATSON (ELDR, UK) ha esordito ricordando quando, all'inizio del secolo scorso, James Joyce arrivò a Trieste, in una città che pochi anni dopo la sua morte vide passare la linea di demarcazione che ha diviso il continente per mezzo secolo. Quest'anno, sotto Presidenza irlandese, questa linea verrà finalmente cancellata. L'oratore ha lanciato un monito: non si può separare l'allargamento dal processo di revisione costituzionale. Per questo ha apprezzato l'intervento del Presidente del Consiglio sull'avanzamento della CIG. La Presidenza provvederà inoltre a sostenere l'ingresso di Romania e Bulgaria e a fornire una risposta alla richiesta d'adesione della Croazia; potrebbe essere il momento per risolvere anche la storica disputa di Cipro, ha detto.

Il rappresentante dei liberali ha anche fatto riferimento alle riforme strutturali necessarie per proseguire nella strategia di Lisbona, alla direttiva quadro sui Servizi, al Piano d'azione sui servizi finanziari e alla proposta sulle TEN. Ha inoltre parlato della questione dell'Africa, della Cecenia, dei prigionieri a Guantanamo e della relazione di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani in alcuni Stati membri. Ha preso atto dell'impegno della Presidenza a portare avanti la questione dello Statuto dei deputati, auspicando che esso entri in vigore prima delle elezioni. Ha proposto al Presidente del Consiglio un motto: «restoring belief», ripristinare la fiducia. Ha concluso sperando che le elezioni europee di giugno siano precedute da un'unica campagna paneuropea, piuttosto che da 25 campagne nazionali.

Francis WURTZ (GUE/NGL, F), a nome della GUE, nota come le difficoltà che dovrà affrontare la Presidenza non riguardino solo la Costituzione, come molti affermano. Ciò è solo il sintomo di un male più profondo e si dovrebbe osare «chiamare crisi una crisi». Sottolineando come sia necessario affrontare le difficoltà, il deputato ha citato le crisi dell'euro e del Patto di stabilità, delle politiche di solidarietà e la crisi nelle relazioni esterne dell'UE. In ambito economico, l'accento è posto sul problema della situazione economica e della disoccupazione che l'euro non ha saputo risolvere, mentre il Patto di stabilità impedisce una politica di spesa pubblica per le grandi opere, la ricerca e la politica sociale. Di conseguenza, a parere del deputato, le regole debbono essere ridefinite. In materia di Prospettive finanziarie e della politica di solidarietà, al momento dell'ampliamento, l'oratore ritiene riprovevole l'iniziativa di quei paesi che propongono di ridurre il contributo al bilancio europeo. Infine, è evidenziata la «crisi esterna» e in particolare l'azione troppo debole dell'UE in medio Oriente.

Sento dire che l'Europa è una «success story», sento dire che la Convenzione ha fatto un buon lavoro: allora usiamolo, ha esordito Daniel Marc COHN-BENDIT (Verdi/ALE, F). L'oratore considera gli 82 punti di accordo che la Presidenza italiana ha raggiunto sulla Costituzione «un fantasma». Sulla doppia maggioranza, se un paese può bloccare il potere di decidere, allora non può funzionare, ha detto.

Il rappresentante dei verdi ha stigmatizzato la lettera inviata da alcuni Capi di Stato e di Governo in cui si annuncia che l'allargamento si deve fare con meno soldi. Facendo riferimento a quanto detto dal rappresentante del PPE, l'oratore ha affermato: saremo noi la maggioranza e sceglieremo noi il Presidente della Commissione; anche se sarete il gruppo più grande, non sarete la maggioranza del Parlamento.

Sui diritti umani, l'oratore ha esortato a dire la verità alla Russia, alla Cina e all'Iran: ha anche criticato Schroeder per la richiesta di revocare l'embargo sulle armi alla Cina, ricordando le violazioni dei diritti umani in Tibet. Egli ha anche ricordato l'iniziativa del Brasile, che ha imposto ai cittadini USA e europei degli altri Paesi che prendono le impronte digitali e le fotografie dei cittadini brasiliani analogo trattamento.

Infine, l'oratore ha ricordato un commento del Presidente Prodi sul Patto di stabilità, osservando che una regola che non riesce a correggere una stupidità è altrettanto stupida della cosa che si intende riformare.

Gerard COLLINS (UEN, IRL), ha affermato che il fallimento del Vertice di Bruxelles rappresenta sicuramente un serio regresso, ma non si tratta di una crisi. L'Unione continuerà a funzionare sulla base dei trattati in vigore e il processo di adesione andrà avanti. Bisogna, tuttavia, evitare un nuovo fallimento che rischia di causare una vera crisi.  In proposito, l'oratore si dichiara felice che la Presidenza irlandese abbia già iniziato un intenso programma di consultazione con gli Stati membri e che «diligentemente stia cercando di chiarire i risultati degli incontri bilaterali tenutisi alla fine della precedente presidenza». Si tratta ora di dimostrare la necessaria disciplina e pazienza, evitando di infiammare il dibattito. Non è utile, pertanto, avere degli Stati membri che chiedono ora una riduzione del Bilancio, né l'idea di un Europa a due velocità che deve essere contrastata con forza. Se qualche Stato membro intende andare avanti, ha proseguito il deputato, esiste il meccanismo della cooperazione rafforzata. Non tutti hanno adottato l'euro e fanno parte dell'area Schengen, se necessario questi metodi potrebbero essere applicati ad altri settori. Il dibattito sulla CIG deve essere caratterizzato dalla cautela e da una riflessione matura, «è più importante ottenere un buon risultato piuttosto che un risultato affrettato», ha concluso il parlamentare.

Riguardo alla Strategia di Lisbona, il rappresentante dell'UEN ha sottolineato che bisogna concentrarsi su politiche che migliorino la competitività e la produttività, nonché investire di più sulla ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti.

Accennando nuovamente alla proposta di ridurre il bilancio, il deputato giudica incredibile che sia stata formulata tale richiesta proprio al momento dell'adesione di paesi che stanno facendo grandi sforzi per incoraggiare la crescita economica. La Commissione, pertanto, dovrà proporre risorse sufficienti per garantire il proseguimento degli attuali programmi in un'Unione ampliata a 25 membri.

In tema di  politica estera, l'oratore si è soffermato sul Medio Oriente sottolineando l'importanza della road map, che deve portare ad una soluzione a due Stati durevole e pacifica, nonché sulle relazioni transatlantiche che vanno intensificate, dimenticando le divergenze politiche passate.

Jens-Peter BONDE (EDD, DK) ha ricordato l'incontro con i Ministri irlandesi avvenuto poco prima di Natale e ha espresso l'auspicio che l'Irlanda possa garantire un'ottima Presidenza, sottolineando come lui stesso provenga da un piccolo Paese. L'oratore ha chiesto al Presidente del Consiglio di porre al centro dell'attenzione i cittadini. È sempre il Consiglio dei Ministri che decide, ha detto, aggiungendo che tutti i Paesi dovrebbero decidere su un piano di eguaglianza, ma anche sulla base del criterio del 50% delle popolazioni.

Il rappresentante EDD ha chiesto che venga garantito un diritto di veto che coinvolga gli stessi parlamenti nazionali, di modo che gli elettori abbiano sempre l'ultima parola. Egli ritiene che la Convenzione non abbia sufficientemente tenuto in considerazione la democrazia parlamentare. L'oratore ha concluso dicendo che, dopo il no dell'Irlanda al referendum sul trattato di Nizza, si sarebbe dovuto tenere un referendum in ciascuno degli Stati membri.

Ian PAISLEY (NI, UK), dopo essersi soffermato su questioni attinenti l'Irlanda del Nord, ha affermato che l'Unione deve decidere in modo democratico e perciò il Trattato costituzionale dovrà essere sottoposto a referendum. Questa Presidenza, secondo l'oratore, dovrà occuparsi dei diritti dell'uomo all'interno dell'Europa, delle politiche della pesca (sulla quale esprime una forte delusione sull'atteggiamento del Governo in proposito), nonché dell'agricoltura, affermando che non è  possibile aiutare la Polonia se ciò comporta dei disastri all'agricoltura di altre zone dell'Europa.

Dibattito

Paolo COSTA (ELDR, I), ha apprezzato le priorità della Presidenza osservando che il programma «ci segnala come ormai esista un acquis programmatico europeo, un patrimonio comune di idee e di obiettivi che fanno sempre più dell'Unione un'Istituzione necessaria per l'Europa e per il mondo intero». Nel deplorare i recenti e troppi segni di un'interpretazione egoistica dell'avventura europea, di cui la sospensione del Patto di stabilità e i veti incrociati osservati durante la CIG rappresentano solo gli esempi più eclatanti, l'oratore ha sottolineato come questa «specie di euroegoismo» debba essere combattuta subito e con forza prima che le adesioni dei nuovi Stati membri rendano tutto più difficile. La Conferenza intergovernativa deve concludere il lavoro approvando la Costituzione in questo semestre sulla base del progetto della Convenzione, a tal fine la Presidenza può contare sul sostegno del Parlamento. L'oratore, infine, sottolineando come lo scopo primario sia sempre di ridare slancio al disegno europeo, si è rammaricato che il Programma della Presidenza abbia lasciato troppo poco spazio alle politiche di coesione e alle reti transeuropee. La coesione dell'intera Europa, il coinvolgimento di tutte le regioni nel processo europeo sostenibile, secondo il deputato, «è espressione di quella solidarietà [...] fondamentale perché i cittadini europei si riconoscano nel processo che stiamo conducendo», mentre le reti transeuropee rispondono «alla necessità e all'urgenza di costruire una vera integrazione fisica europea, consentendo la mobilità in ogni parte dei suoi luoghi».

Marco PANNELLA (NI, I) ha rivolto i migliori auguri alla Presidenza irlandese, ricordando che Irlanda e Italia, entrambi paesi di emigrazione negli USA, hanno molto in comune. L'oratore ha chiesto al Presidente del Consiglio di fare attenzione ai «veti vaticani sulla libertà della ricerca», dannosi per la cultura, l'industria e la civiltà del proprio Paese. Rivolto al Presidente della Commissione, ha anche affermato che l'UE si è mostrata assente o ciecamente ostile alla comunità delle democrazie. Ha chiesto di cambiare rotta sui diritti umani, ricordando la commissione dei diritti umani a Ginevra e chiedendo un intervento deciso.

Antonio TAJANI (PPE/DE, I) ha accolto con grande soddisfazione la scelta irlandese di impegnarsi per costruire un'Europa più sicura, sempre più vicina ai cittadini e che abbia, finalmente, la sua prima Costituzione, frutto del lavoro della Convenzione. L'oratore, rivolgendosi al Presidente del Consiglio, ha quindi garantito il sostegno convinto per raggiungere questi obiettivi, osservando che all'Irlanda «spetta il compito di concludere il buon lavoro, come lei ha ribadito stamani, della Presidenza italiana».

Il deputato si è poi rivolto al Presidente della Commissione, osservando che affinché «questo semestre possa avere un buon esito, serve però sciogliere un nodo politico importante: quale sarà il ruolo dell'Esecutivo comunitario?» e, in particolare «cosa intende fare il Presidente della Commissione». Sottolineando come egli abbia di recente attaccato il lavoro della Presidenza italiana, l'oratore ritiene che il Presidente della Commissione abbia «confermato la sua intenzione di intervenire in prima persona nella campagna elettorale italiana» e chiede quindi di dare una risposta chiara alla domanda se «intende continuare a guidare l'esecutivo, oppure ha deciso di candidarsi alle prossime europee?». L'Europa, secondo il parlamentare, in questo semestre e nel prossimo «ha bisogno di una Commissione con una guida a tempo pieno, il Consiglio ed il Parlamento hanno bisogno di una Commissione che svolga, più di quanto abbia fatto fino ad ora il suo ruolo di promotrice dell'iniziativa legislativa». Le trattative per la scelta dei Commissari dei paesi dell'allargamento, il parere sulla Turchia, la presentazione delle prospettive finanziarie dell'Unione, il sostegno annunciato dal Presidente della Commissione per la firma del Trattato costituzionale, ha concluso l'oratore, «richiedono equilibrio ed un Presidente impegnato soltanto a Bruxelles e a Strasburgo».

Guido BODRATO (PPE/DE, I) si è rallegrato del fatto che la Presidenza irlandese consideri prioritario l'obiettivo di rimettere insieme gli europei. «Bisogna evitare che le elezioni di giugno allarghino la crisi dell'Unione, invece di dare nuovo slancio democratico all'europeismo». L'oratore apprezza l'impegno a riconvocare la Conferenza intergovernativa, nonché l'impostazione multilaterale per una politica estera e di difesa comune, per un serio partenariato con gli Stati Uniti, per il rilancio delle Nazioni Unite e per la ripresa dei negoziati sul commercio internazionale.

L'opinione pubblica guarda però al futuro con preoccupazione, soprattutto al rischio che si indebolisca il modello sociale senza che l'economia europea diventi più competitiva nel mondo. Occorre una riflessione sulle scelte necessarie per rilanciare la strategia di Lisbona, ma anche sulle prospettive finanziarie dell'Unione, per affrontare sfide che riguardano in primo luogo l'ampliamento dell'Unione, «ma in prospettiva soprattutto l'avvenire delle nuove generazioni del nostro continente».

Pasqualina NAPOLETANO (PSE, I) ha esordito esprimendo il suo grandissimo rispetto per il difficile compito che ha di fronte la Presidenza. Sottolineando le difficoltà di portare a buon fine una Conferenza intergovernativa «naufragata solo qualche settimana fa a Bruxelles», l'oratrice lancia un appello semplice e chiaro ai governi affinché prendano «la responsabilità di dare all'Europa una Costituzione prima delle elezioni europee», in quanto «sempre di più cosa facciamo è legato strettamente a come funzioniamo. Esortandoli, poi, a sforzarsi di superare i conflitti che vi hanno paralizzato in nome di un interesse più grande». Il fatto che la Convezione sia riuscita ad elaborare un testo costituzionale largamente condiviso anche dal Parlamento - ha continuato l'oratrice - dimostra che le diversità politiche e geografiche non sono un ostacolo insormontabile. Perciò ha chiesto ai governi di contrastare con vigore «la contrapposizione antistorica tra interesse nazionale e Europa, poiché è questo il germe che può distruggere alla radice le ragioni più profonde del nostro stare insieme».

In conclusione - ricordando che Berlusconi nel dibattito conclusivo del semestre italiano ha riferito di un accordo raggiunto in sede CIG su 85 punti e su un acquis che lascerebbe insoluto un solo punto - la deputata ha chiesto al Presidente del Consiglio di informare il Parlamento su cosa, al riguardo, la Presidenza italiana ha trasmesso a quella in esercizio, «anche perché il Parlamento finora lo ha chiesto invano al Consiglio».

Giorgio LISI (PPE/DE, I) ha voluto ricordare che, oltre ai compiti straordinari menzionati dagli altri deputati, la Presidenza irlandese avrà anche dei compiti ordinari: primo fra tutti, la ricerca, con la sua componente etica relativa al finanziamento. L'oratore ha poi sottolineato due temi: la sicurezza del trasporto aereo e i diritti dei passeggeri aerei. C'è voluta una tragedia, quella di Sharm El Sheik, per confermare quanto il problema della sicurezza aerea sia sentito dall'opinione pubblica e quanto sia necessario che si giunga a conclusione di un dossier che inspiegabilmente è bloccato in Consiglio dall'ottobre dell'anno scorso. Anche il dossier su una maggiore tutela dei passeggeri aerei per quanto riguarda i negati imbarchi, le cancellazioni e i ritardi rimane bloccato, benché il Parlamento lo abbia votato a grande maggioranza, causa il veto del governo tedesco, «forse più sensibile alle ragioni della Lufthansa piuttosto che a quelle dei passeggeri».

In fase di replica, Bertie AHERN ha ringraziato i deputati per il sostegno e gli auguri alla Presidenza. Gli interventi dei 40 deputati hanno confermato la mia opinione che ci troviamo non solo in momento di sfide per l'Unione, ma anche che se gli Stati membri e le istituzioni lavorano insieme, l'Unione avrà una grossa opportunità, ha detto. Il Presidente del Consiglio ha ringraziato il Presidente Prodi per il sostegno promesso ma anche per il lavoro di preparazione svolto nei mesi scorsi.

L'oratore ha affermato di aver preso nota delle osservazioni sulla nomina del futuro Presidente della Commissione, ha ribadito il suo impegno per il successo della CIG e ha in particolare ringraziato Ian Paisley per il suo richiamo ad un mandato popolare al momento di scrivere la Costituzione europea. Il Presidente del Consiglio ha poi garantito che il Parlamento può contare sulla Presidenza irlandese in merito all'implementazione della road map e ha inoltre preso nota delle osservazioni sulla Cecenia. Egli ha inoltre garantito che lavorerà sul tema del mandato di arresto europeo, per il quale l'Irlanda e sette altri Paesi UE sono già pronti dal 1° gennaio.

La Presidenza assisterà i Paesi africani in merito alla prevenzione dei conflitti e alle loro capacità di mantenimento della pace. L'oratore ha voluto ricordare l'assassinio dell'Arcivescovo irlandese Courtney, ringraziando l'Aula che si appresta a votare una risoluzione in merito.

Riguardo la cancellazione del debito, il Presidente del Consiglio ha ricordato che l'Unione è stata già molto generosa, contribuendo con 900 milioni di dollari trasferiti al Fondo monetario. I diritti umani saranno al centro di tutte le politiche e saranno lanciate numerose iniziative su questo tema, compresa la 60ª sessione della commissione dei diritti dell'uomo. Per quanto concerne l'Agenda di Lisbona, la Presidenza, conscia del fatto che i progressi non sono quelli attesi quattro anni fa, cercherà di mettere in evidenza quello che resta da fare. In particolare, si vuole dare più risorse all'ambito sociale, considerando anche la strada che si è fatta dall'approvazione della Carta sociale 14 anni fa.

In merito alla Costituzione, l'oratore ha garantito che seguirà il mandato del Consiglio europeo, effettuando consultazioni e poi riferendo in marzo ai Capi di Stato e di Governo. Se ci saranno le condizioni per convocare una nuova CIG, lo farò; altrimenti, meglio evitare un secondo fallimento, ha affermato. Occorre però l'aiuto del Parlamento e degli Stati membri, compreso il Consiglio europeo, ha detto. Ma se ognuno rimane sulle proprie posizioni, allora non ci sono speranze di arrivare ad un accordo.

Il Presidente del Consiglio ha voluto puntualizzare di non aver detto che il lavoro svolto dalla Presidenza italiana non sia stato utile. Egli ritiene semplicemente che «è inutile presentare compromessi che non sono stati mai presentati». Bertie Ahern ha concluso esortando tutte le parti interessate muoversi perché si possa arrivare ad un accordo. «Farò del mio meglio, ma non posso fare da solo».

In fase di replica, Romano PRODI ha rivolto innanzitutto un appello a uno sforzo di appoggio generale al pluralismo politico. Il discorso fatto sulle Nazioni Unite, sul suo ruolo ed il caldo appello ai diritti dell'uomo devono essere il fondamento per il lavoro futuro. E' stato, poi, estremamente importante richiamare i forti, positivi rapporti fra gli Stati Uniti e l'Europa ed è interessante - ha affermato Prodi - come tutto il Parlamento li abbia fatti propri, aggiungendo il discorso della pari dignità. La pari dignità, ha proseguito il Presidente dell'Esecutivo, si raggiunge «solo se riusciamo a costruire un'Europa forte che prende decisioni»

Sull'allargamento, l'oratore, ha confermato che si sta procedendo con assoluta tempestività riguardo alla nomina di nuovi Commissari e che, entro la fine di febbraio, dopo il giro delle capitali, saranno resi noti i nomi. Ricordando il breve mandato iniziale dei nuovi Commissari, Prodi ha dichiarato di aver chiesto ai Capi di Stato e di Governo dei nuovi Paesi membri «di dare nomi forti, nomi capaci di rimanere anche dopo, in modo di avere continuità all'azione politica». Ha poi assicurato che, nel definire i candidati, sarà garantito l'equilibrio politico oltre che la capacità personale. Fino ad ora, ha affermato il Presidente dell'Esecutivo, il risultato è assolutamente lusinghiero in quanto stanno arrivando in Europa persone di primaria rilevanza politica. «Proprio perché la Commissione è sempre più un organismo politico che ha sempre più responsabilità politiche», ha concluso.

Sulla Costituzione, Prodi ha sottolineato come da parte dei deputati ci sia stato «grido comune che noi dobbiamo raccogliere: Convenzione, Convenzione, Convenzione!». E ha proseguito affermando che ogni tentativo di andare verso altre linee è destinato a fallire. Riguardo alla strategia di Lisbona, di cui hanno parlato diversi deputati, Prodi ha sottolineato la necessità di fare di più ed ha lanciato un appello affinché si facciano tutti gli sforzi nella direzione delle risorse umane. Il Presidente ha evidenziato come risulti impossibile raggiungere gli obiettivi di Lisbona quando ben 400 mila ricercatori europei stanno lavorando negli Stati Uniti, mentre si valuta che in dieci anni dobbiamo aumentare i nostri ricercatori di 700 mila unità. Prodi ha poi accennato alla necessità di coordinare la ricerca in Europa e di disporre di risorse finanziarie adeguate, contestando quindi con forza la proposta di ridurre il Bilancio.

Infine, il Presidente della Commissione si è soffermato sul Patto di stabilità: «è stato un dovere della Commissione appellarsi per l'obbedienza della legge ma, nello stesso tempo, è stato dovere della Commissione preparare le necessarie innovazioni per il futuro». Ed ha concluso chiedendo di aiutare la Commissione a «presentare delle proposte che siano capaci di dare veramente alla politica economica europea nuovo sviluppo e nuovo vigore».

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Trasporti


Sanzioni per chi inquina i mari europei

Peter PEX (PPE/DE, NL)
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni, comprese sanzioni penali, per i reati di inquinamento
Doc.: A5-0388/2003
Procedura: Codecisione, prima lettura
Dibattito: 12.01.2004
Votazione: 13.01.2004

Il Parlamento europeo, con l'approvazione della relazione di Peter PEX (PPE/DE, NL), accoglie con favore la proposta di direttiva che prevede anche sanzioni penali nel caso di navi che provochino inquinamento marittimo. Tutto nasce dalla catastrofe della petroliera Prestige: la Commissione però ha constatato che la maggior parte dell’inquinamento mondiale da petrolio fuoriuscito da navi non è la conseguenza di disastri, bensì di scarichi premeditati di prodotti petroliferi o chimici. Secondo l'Esecutivo, quindi, non ha molto senso fare di tutto per evitare le catastrofi se, nel contempo, non si combattono gli scarichi illegali.

Qualsiasi scarico illegale in mare da parte di una nave va considerato come un delitto punibile, che comporta sanzioni, anche penali, a carico dell'armatore, del proprietario, del noleggiatore o del proprietario del cargo o di una società di classificazione. L'Aula ha votato un emendamento in base al quale i presunti inquinatori ambientali hanno diritto a che la loro causa venga trattata in modo equo ed indipendente. Le eventuali sanzioni loro comminate debbono essere proporzionali al reato. I deputati hanno in particolare sostenuto la proposta di creare un corpo europeo di guardacoste dotato delle necessarie competenze e strumenti giuridici, chiedendo alla Commissione di presentare prima possibile una proposta in questo senso. Su proposta dei socialisti e dei liberali, verrà inoltre accelerato il processo di introduzione delle attrezzature di monitoraggio a bordo, le cosiddette scatole nere.

Per ulteriori informazioni:

Ton Huyssoon

(Bruxelles)       Tel.(32-2) 28 42408

e-mail : region-press@europarl.eu.int 

Cambio di bandiera delle navi: no al simbolo UE

Bernard POIGNANT (PSE, F)
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al trasferimento delle navi da carico e passeggeri tra registri all'interno della Comunità
Doc.: A5-0413/2003
Procedura: Codecisione, prima lettura
Dibattito: 12.01.2004
Votazione: 13.01.2004

Il Parlamento europeo ha approvato la relazione di Bernard POIGNANT (PSE, F) sul trasferimento delle navi tra registi all'interno della Comunità. La proposta della Commissione estende il campo di applicazione del regolamento del 1991 alle navi da passeggeri costruite dopo il 1° luglio 1998, o comunque conformi ai requisiti applicabili previsti a livello europeo e dall'IMO. Essa rimanda inoltre alle nuove normative europee sulla sicurezza marittima e elimina la clausola di sei mesi di navigazione sotto la bandiera di uno Stato membro affinché una nave possa essere trasferita nel registro di un altro Stato membro.

L'Aula ha respinto a larga maggioranza gli emendamenti tesi a inserire il simbolo europeo in un vertice della bandiera, analogamente a quanto fatto con le targhe automobilistiche. Questa proposta aveva sollevato perplessità in diversi Stati membri (in particolare in Regno Unito).

Per ulteriori informazioni:

Ton Huyssoon

(Bruxelles)       Tel.(32-2) 28 42408

e-mail : region-press@europarl.eu.int 

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