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RESOCONTO

 

7 ottobre 2009

Bruxelles

 

 

 


Apertura della sessione

 

Il Presidente Buzek si è congratulato per l'esito positivo del referendum irlandese sul Trattato di Lisbona. Ha poi espresso le condoglianze del Parlamento alle famiglie delle vittime delle alluvioni in provincia di Messina e ha ricordato il terzo anniversario dell'assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaja. L'Aula ha respinto la richiesta di depennare dall'ordine del giorno il dibattito sulla libertà di informazione in Italia. Domani sarà deciso se votare lo stanziamento dei fondi UE per il terremoto in Abruzzo.

 

Referendum in Irlanda

 

Aprendo la seduta, il Presidente Jerzy BUZEK si è detto lieto per il risultato del referendum in Irlanda sul trattato di Lisbona: "E' un grande giorno per l'Irlanda e per l'Europa". Ha quindi osservato che gli irlandesi hanno lanciato "un chiaro segnale" della loro volontà di "restare nel Continente riunito".

 

Dopo aver ringraziato quanti si sono prodigati a favore della ratifica del trattato, incluso l'ex Presidente del Parlamento europeo Pat Cox, si è detto convinto che il processo di ratifica andrà avanti e si completerà anche in Polonia e nella Repubblica ceca. In proposito, ha detto di esse stato rassicurato dal Presidente polacco che egli apporrà la sua firma sul trattato ed ha auspicato che il Presidente ceco faccia lo stesso una volta che la Corte costituzionale abbia risolto tutti i dubbi.

 

Il trattato di Lisbona, ha aggiunto il Presidente, "dota l'Unione europea degli strumenti per affrontare le sfide del XXI secolo", come il cambiamento climatico e la disoccupazione crescente. Nel sottolineare la necessità di ascoltare e tenere conto delle ragioni dei sostenitori del "no" al referendum, ha concluso sostenendo che occorre lavorare affinché "L'Europa unita sia l'Europa di tutti".

 

Alluvioni in provincia di Messina

 

Il Presidente ha poi voluto ricordare la "catastrofe accaduta a Messina" e ha ribadito le condoglianze del Parlamento alle famiglie delle vittime.

 

Anniversario dell'uccisione di Anna Politkovskaja

 

Il Presidente ha voluto rendere omaggio ad Anna Politkovskaja, in occasione del terzo anniversario della sua uccisione. Sottolineando che la questione rimane ancora oscura e che gli assassini non sono stati portati davanti alla giustizia, Buzek ha anche evidenziato che altri giornalisti sono stati uccisi da allora. Ha anche approvato l'omaggio reso da alcuni deputati con l'esposizione di una foto della giornalista.
 

Modifiche all'ordine del giorno: terremoto in Abruzzo e libertà d'informazione in Italia

 

Il Presidente ha annunciato all'Aula il depennamento dall'ordine del giorno della relazione Edit Bauer sull'organizzazione dell'orario di lavoro delle persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporto. Anche alcune relazioni relative al Bilancio sono state rinviate o perché non ancora votate in commissione parlamentare o perché votate troppo tardi per disporre di una traduzione.

 

Tra queste ultime figura anche una relazione sulla mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'UE per il terremoto in Abruzzo. In proposito, Barbara MATERA (PPE, IT) ha espresso il proprio "disappunto" per lo slittamento di due settimane del voto sullo sblocco del fondo di solidarietà a favore dei terremotati abruzzesi, quando alcuni di essi "vivono ancora nelle tende ... in una fra le zone più fredde d'Italia". Ha quindi sottolineato l'importanza "di modificare e di snellire, le procedure di smobilitazione di questo fondo". Il Vicepresidente vicario Gianni PITTELLA (S&D, IT) ha sostenuto l'iniziativa della collega affermando che "noi tutti nutriamo rispetto nei confronti di coloro che hanno subito un terremoto, ma non possiamo soltanto fare celebrazioni nel momento in cui le cose avvengono e non dare risposte quando è nelle nostre possibilità darle". Ha quindi chiesto che l'Aula autorizzi l'approvazione dello sblocco del fondo di solidarietà anche senza traduzioni.

 

Con 268 voti favorevoli, 284 contrari e 18 astensioni, l'Aula ha respinto la richiesta del PPE di depennare dall'ordine del giorno della seduta il dibattito con la Commissione sulla libertà d'informazione in Italia. Con 286 voti favorevoli, 293 contrari e 18 astensioni, il Parlamento ha inoltre respinto la richiesta avanzata dallo stesso gruppo di non votare una risoluzione nel corso della prossima sessione. In proposito, Joseph DAUL (PPE, FR) ha sottolineato anzitutto che il suo gruppo "sostiene profondamente la libertà d'espressione e di stampa", tant'è che ha fatto quanto possibile affinché la Carta dei diritti fondamentali acquisisse valore vincolante. Tuttavia, ha spiegato, il dibattito previsto per l'indomani "punta un solo paese e non riguarda l'Europa nel suo insieme". Ha quindi aggiunto che il PPE non accetta che il Parlamento europeo "diventi un luogo in cui si regolano i conti politici e strettamente nazionali" né che sia "strumentalizzato a fini meramente partigiani e nazionali".

 

Anche Francesco Enrico SPERONI (EFD, IT) ha appoggiato la richiesta del PPE sostenendo che tutti sono a favore e difendono la libertà di espressione e di stampa, ma che è inopportuno "puntare il dito" verso un solo paese, l'Italia, in cui la libertà di stampa non è assolutamente in pericolo. Basta, ha aggiunto, andare su Internet o in un'edicola per rendersene conto. Altrimenti, ha concluso, che si abbia il coraggio di avviare la procedura prevista dai trattati (art. 7: violazione dei principi fondamentali da parte di uno Stato membro).

 

Martin SCHULZ (S&D, DE), dicendosi invece contrario alla cancellazione del dibattito, ha spiegato che sebbene il collega Daul sia un difensore della libertà di parola, "ci sono altre persone in Europa che hanno un'altra concezione delle libertà di espressione". Un dibattito a livello europeo è quindi necessario, ha aggiunto, "perché ciò accade in un paese membro dell'UE, l'Italia". Ma, ha continuato, il problema non è solo italiano: si pone la questione "dell'intreccio di poteri mediatici, economici e politici che mette in pericolo la libertà di espressione in Europa".
 

Il leader dei Verdi, Daniel COHN BENDIT, ha appoggiato la richiesta di tenere il dibattito in Aula e di votare una risoluzione. Mario MAURO (PPE, IT), invece, ha affermato che se si vuole estendere, come intende Schulz, il dibattito alla situazione europea, "non ha senso votare una risoluzione che, nel titolo, fa riferimento alla libertà di stampa solamente in Italia".

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Istituita una commissione parlamentare speciale sulla crisi finanziaria ed economica
 

Il Parlamento ha istituito una commissione speciale sulla crisi finanziaria ed economica che, composta di 45 deputati, dovrà analizzare la situazione e proporre delle misure appropriate, valutare la legislazione UE e il coordinamento tra gli Stati membri e curare le relazioni con le istituzioni UE e gli le organizzazioni internazionali. Il mandato della commissione è di 12 mesi a decorrere dall'8 ottobre 2009.

 

Il Presidente Jerzy BUZEK ha affermato in proposito che " dovremmo imparare la lezione da queste crisi economiche e finanziarie affinché non si ripetano". I membri del Parlamento europeo, ha aggiunto, "dovranno valutare l'efficacia delle misure prese a livello UE e dagli Stati membri per rispondere alla crisi e questa nuova commissione servirà da importante luogo di dibattito".

 

Più in particolare, la commissione speciale dovrà analizzare e valutare l'ampiezza della crisi sociale, economica e finanziaria, il suo impatto sull'Unione europea e sugli Stati membri e la situazione a livello della governance mondiale, nonché proporre misure appropriate al fine di ricostruire a lungo termine mercati finanziari "sani e stabili, atti a sostenere la crescita sostenibile, la coesione sociale e l'occupazione, a tutti i livelli, e fornire una valutazione dell'incidenza degli interventi a i costi dell'inazione".

 

Sarà chiamata, inoltre, ad analizzare e valutare l'attuazione effettiva della legislazione comunitaria in tutti i settori interessati, nonché il coordinamento delle azioni avviate dagli Stati membri "per sostenere una crescita sostenibile e qualitativa e gli investimenti a lungo termine, onde lottare contro la disoccupazione e rispondere alle sfide demografiche e climatiche, nel rispetto del principio di sussidiarietà".

 

Infine, dovrà allacciare i contatti necessari e organizzare audizioni con le istituzioni europee e le istituzioni e gli organi internazioni, europei e internazionali, i parlamenti e i governi nazionali degli Stati membri e di paesi terzi, nonché con rappresentanti della comunità scientifica, delle imprese e della società civile, comprese le parti sociali, in stretta cooperazione con le commissioni permanenti.

 

La decisione, è precisato, lascia immutate le prerogative delle commissioni permanenti del Parlamento, competenti in materia di approvazione, controllo e applicazione della legislazione comunitaria relativa a detto settore. La commissione speciale, peraltro, potrà esprimere raccomandazioni concernenti le misure o le iniziative da avviare, in stretta cooperazione con le commissioni permanenti. Presenterà al Parlamento una relazione intermedia e una relazione finale in cui figureranno, se del caso, raccomandazioni in merito ad azioni o iniziative da intraprendere.

 

La commissione speciale, composta di 45 membri, avrà un mandato di dodici mesi a decorrere dall'8 ottobre 2009, ma la sua durata potrà essere prorogata.

 
 

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