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Appello dei leader religiosi al vertice de L’Aquila

 

Roma, 27 giugno 2009 - “In un momento di crisi economica che fa crollare molte sicurezze avvertiamo in modo ancora più acuto il bisogno di un orientamento spirituale”. Questa l’esortazione contenuta nel documento finale dei 129 partecipanti al quarto vertice dei leader religiosi svoltosi nei giorni scorsi a Villa Madama, cui hanno preso parte cattolici, induisti, ebrei, musulmani, scintoisti e buddisti. Il documento è rivolto ai leader politici del G8 che si riuniranno a L’Aquila dall’8 al 10 luglio.

Per Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, che ha curato l'incontro, l’appello dei leader religiosi vuole dire a tutti gli uomini della politica, dell’economia e della cultura, che c’è bisogno di una risurrezione spirituale. Nel documento si legge che “di fronte alle molteplici questioni di carattere politico, economico, sociale ed ecologico che interrogano l’umanità c’è bisogno della sapienza spirituale di cui le grandi religioni sono depositarie, per orientare le culture e fondare eticamente le risposte alle sfide del mondo contemporaneo. E’ nostro auspicio – affermano i leader religiosi - che la comunità internazionale, ponga l’Africa al centro delle politiche di aiuto allo sviluppo, trovando nuove fonti di finanziamento alla cooperazione e favorendo il coinvolgimento degli Stati e delle società civili dei Paesi africani in una prospettiva di rinascita dell’intero continente”.

“Occorre intervenire – prosegue il documento – per modificare gli stili di vita, affinché si invertano le tendenze distruttive degli equilibri ambientali che osserviamo con crescente preoccupazione. L’uomo ha ricevuto la Terra in affidamento da Dio; ogni generazione la riceve in prestito e ha il compito di lasciarla integra ai suoi figli”. Infine un appello affinché la guerra, considerata “la madre di tutte le povertà”, sia bandita dalla politica degli Stati come soluzione dei conflitti. “Nessuna guerra è inevitabile, la pace è sempre possibile: sia questa la nuova consapevolezza di tutti. La pace è la prima ed essenziale giustizia per ogni popolo della terra”.

 

 

 

 

 

 

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