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Comunicato stampa MFE
 
 
 
 
 
 
IL DISCORSO SULLO STATO DELL'UNIONE EUROPEA
 
L’EUROPA SARÀ CIÒ CHE NOI VORREMO CHE SIA. RENDIAMOLA PIÙ FORTE E COSTRUIAMO INSIEME IL MONDO IN CUI VOGLIAMO VIVERE
 

 
“Bene Ursula Von der Leyen: gli europei sono pronti per il cambiamento, la nostra reazione come Unione Europea alla crisi provocata dal Coronavirus dimostra che la fiducia reciproca e la sovranità condivisa sono l'unica vera via per il bene comune. Adesso è il momento di andare avanti: avviamo la Conferenza sul futuro dell'Europa e realizziamo senza tabù questo cambiamento....L'insegnamento di Gandhi è valido per noi europei, oggi più che mai: dobbiamo essere noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo".
Lo afferma Sandro Gozi, presidente dell’Unione dei Federalisti Europei, commentando il primo discorso delle presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, sullo stato dell'Unione europea.
 
Come ha detto la Presidente della Commissione nel suo discorso, oggi abbiamo l’opportunità di realizzare il cambiamento sulla base di un progetto, di una visione, di un piano”, sottolinea Giorgio Anselmi, presidente del Movimento Federalista Europeo. “L’Unione europea c’è, ma la sua voce deve poter diventare ancora più forte e chiara per garantire la protezione a tutti i cittadini europei dai rischi economici, sanitari e sociali; per proseguire nel percorso di trasformazione ecologica e digitale; per difendere i nostri interessi vitali, i nostri valori e i principi fondamentali sui quali si fonda la nostra comunità, sapendo che il nostro modello è sfidato da paesi rivali come la Cina”.
 
“Dopo la riposta eccezionale all’emergenza serve ora creare gli strumenti per rendere permanente la svolta dell’UE, innanzitutto attraverso una nuova capacità di bilancio che permetta di costruire meccanismi di stabilizzazione strutturali a livello europeo” conclude Luisa Trumellini, segretaria nazionale del Movimento Federalista Europeo. “La Conferenza sul futuro dell’Europa dovrà affrontare questi temi concreti, per permetterci di costruire davvero il mondo in cui vogliamo vivere, bilanciando poteri e e competenze tra gli Stati e l’UE.”
 
 
 
 
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La riapertura delle scuole in Europa, il voto dei cattolici Usa e lo Speciale premio IAI
14 settembre 2020

Sei mesi dopo, in Italia si torna fra i banchi: ma la campanella oggi suonerà solo per due alunni su tre, con molte regioni del sud che hanno rinviato la riapertura delle scuole. Un progetto del Politecnico di Milano ha mappato le misure adottate in diversi Paesi europei - dalla Francia alla Norvegia - con l’obiettivo di proporre un confronto fra le varie strategie per il rientro a scuola. E da oggi fino a fine mese, sulle nostre pagine pubblichiamo gli estratti dei lavori finalisti della terza edizione del premio IAI - “Il pianeta, l’Europa e io” - l’iniziativa dell'Istituto Affari Internazionali rivolta ai neolaureati e agli studenti di università e scuole superiori, aspettando l’evento di premiazione.

Quando mancano meno di cinquanta giorni al voto per le presidenziali statunitensi, il ticket democratico Biden-Harris sembra in testa in quasi tutti gli Stati in bilico. Ma in un segmento di elettorato potrebbe essere testa a testa con Trump: il voto cattolico. Questo e molto altro ancora online su AffarInternazionali, la rivista dello IAI.

ARTICOLI
 VISEGRÁD
L'Unione europea e la guerra culturale in Polonia e Ungheria
 

di Alberto Simoni

Varsavia vuole i soldi del Recovery Fund, si oppone al Green Deal per preservare la sua ricca e inquinante industria mineraria. Budapest battaglia sui migranti con l’Europa, strizza l’occhio alla Turchia di Erdogan con cui vorrebbe aumentare il giro di affari e...

 "L'ONDA PERFETTA"
Cavalcare il cambiamento senza esserne travolti
 

di Marco Magnani

Il cambiamento suscita forti emozioni. La sua attesa spesso alimenta sogni e speranze. Perché schiude la possibilità di nuovi scenari che ognuno disegna nel modo che preferisce. E perché il nuovo che arriva è considerato un miglioramento rispetto allo status...

IL PROGETTO DEL POLITECNICO DI MILANO
La riapertura delle scuole in Europa a confronto
 

di La redazione

Sul web il progetto di ricerca ECASS su Scuola e Covid-19, realizzato dal Laboratorio di Politiche Sociali del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano con l’obiettivo di proporre un confronto fra le strategie per il rientro...

I SACRI PALAZZI
Trump o Biden? I cattolici statunitensi si dividono in vista delle presidenziali
 

di Pietro Mattonai

Il cattolicesimo americano ha aderito così perfettamente al sostrato nazionale degli Stati Uniti che, oggi, ne rispecchia le fratture sociali, culturali e politiche. Nel 2014, Francis Rooney, ambasciatore della presidenza Obama presso la Santa Sede, lo aveva spiegato in poche...

IN EVIDENZA
SPECIALE
Premio IAI: il pianeta, l'Europa e io
 
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NOI E IL FUTURO DELL'EUROPA
"L'Europa alla prova del futuro"
Newsletter n. 28 - Settembre 2020

Qui di seguito puoi selezionare la parte di tuo interesse
Per la versione completa, clicca qui
 
IL DISCORSO SULLO STATO DELL’UNIONE E I “MONITI ALL’EUROPA”

Se ci chiedessero di suggerire alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, delle letture per preparare il suo discorso sullo “stato dell’Unione” del prossimo 16 settembre, le diremmo di accantonare tutta l’abbondante documentazione prodotta dalle istituzioni europee dall’inizio della pandemia e di rileggere gli “avertissement à l’Europe” scritti da Thomas Mann e pubblicati in Francia nel 1937 da André Gide e un anno dopo a Stoccolma dalla casa editrice Bermann Fischer con il titolo “Achtung Europa”.
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LE ATTIVITÀ DEL MOVIMENTO EUROPEO

Si entra nel vivo della ripresa dei lavori, questa settimana, con due momenti di fondamentale importanza quali la prossima sessione plenaria del Parlamento europeo, dal 14 al 17 settembre, e il discorso sullo Stato dell’Unione della Presidente Von der Leyen, il prossimo 16 settembre.
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DOCUMENTI CHIAVE
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TESTI DELLA SETTIMANA
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CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI
La Carta dei diritti fondamentali si sofferma sul tema del lavoro in numerosi articoli. Ma ce n’è uno, l’articolo 15, che sintetizza quali siano i principi alla base del diritto al lavoro e alla libera circolazione dei lavoratori nello spazio Schengen. Come già si è visto, il perimetro di applicazione di tali diritti è alquanto esteso, perché si rivolge ad ogni individuo, includendo perciò sia ogni...
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LA GIURISPRUDENZA EUROPEA

La disinformazione: questa settimana vi proponiamo un caso affrontato negli anni scorsi dalla Corte di Giustizia dell’Ue, interessante per una serie di motivi. Le parti interessate sono il Consiglio dell’UE e un cittadino russo. È da premettere che “Il 17 marzo 2014, il Consiglio dell’Unione europea ha adottato, sulla base dell’articolo 29 TUE, la decisione 2014/145/PESC, concernente misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina (GU 2014, L 78, pag.16).
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CONSIGLI DI LETTURA
Edito pochi mesi prima dello scoppio della crisi del coronavirus, il testo “Stabilità finanziaria, unione bancaria e costituzione” di Fiammetta Salmoni, professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi, presenta elementi di interesse perché, partendo dalla crisi finanziaria del 2007, pone l’attenzione sul ruolo delle istituzioni internazionali in risposta ad essa. In particolare, analizza tre misure di cui gli Stati devono tener conto nel promuovere le proprie politiche:
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AGENDA DELLA SETTIMANA


Monday 14 September

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    CAMPAGNA DI INFORMAZIONE SULL'EUROPA    
 
 
 
Responsabile: Massimiliano Nespola, giornalista
Segreteria di redazione: Sabrina Lupi

 

 
                                                         Newsletter n. 133

Il giornalista nell'età dello smart working (17)
 

 

 

Il giornalista nell’età dello smart working (17)

 

Nel nostro dibattito arriva il contributo di Michele Urbano, già consigliere e tesoriere del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti.


 

 

 

 

 

 

Si accelera la crisi dell’identità professionale.

Tanto per mettere le mani avanti, dico subito che non mi è ancora ben chiaro cos'è lo smart working, ma di sicuro è l'ultima prova di quanta confusione regni sotto i cieli del giornalismo italiano.

 Che parte da lontano. Anni Ottanta. Dopo il fenomeno delle radio private. C'è il fenomeno delle Tv commerciali. Fenomeni travolgenti che hanno due interlocutori principali. Le aziende (ossia la pubblicità) e la politica (ossia il consenso). Che impongono una nuova figura di specialista: l'addetto stampa, il comunicatore.

La loro è un'avanzata travolgente. Con una conclusione per certi aspetti paradossale in tempi di crisi: se c'è una professione che negli ultimi cinquant'anni, in un formidabile gioco moltiplicatore, ha ingrossato il suo esercito è proprio quella che all'origine aveva al centro il giornalismo. Negli anni '60 quanti erano gli addetti stampa? Pochissimi. Nel giro di nemmeno 20 anni i "comunicatori" erano diventati un'armata, e soprattutto all'inizio, la maggioranza proveniva dal mondo del giornalismo.

Si inseriscono rapidamente nella pubblica amministrazione, nelle grandi aziende, nel mondo della consulenza. C'è un piccolo problema: per molti di loro, l'unico modo per recuperare un'identità professionale era (anzi: è) tentare la carta del pubblicismo.

Il tutto comunque, nell'indifferenza colpevole dell'Ordine. Fermo a una legge del 1961. E, diciamolo, nell'indifferenza altrettanto colpevole di una politica che aveva sempre altro da fare. Già, indifferenza, perchè in un mondo serio (in un Ordine serio) si sarebbe fatto di tutto per regolamentare l'allargamento della "famiglia" a maggior tutela (deontologica) degli interessati e per una maggiore trasparenza dei ruoli professionali. E magari anche per garantire qualche entrata in più all'Inpgi.

In questi anni per sostenere l'urgenza di una riforma radicale di uno strumento nato per garantire l'autonomia del giudizio deontologico ma incapace di riformarsi per stare al passo del cambiamento spinto dell'innovazione tecnologica, facevo notare che non esisteva professione con cinque diversi modi per accedervi! Ricordo: praticantato, praticantato d'ufficio, scuola di giornalismo, esamino per l'albo dei pubblicisti, elenco speciale.

Vogliamo chiamarla crisi d'identità? Chiamiamola come volete, ma è chiaro che un professionista dalle origini incerte non depone a favore della sua competenza. E che non aver deciso "chi è" il giornalista nell'era della comunicazione globale, quali ruoli e funzioni può avere, esattamente come un avvocato o un ingegnere, decennio dopo decennio, ha portato l'ordine sul viale dell'obsolescenza.

Cosa c'entra tutto questo con lo smart working? In generale niente, nel particolare nostro mondo tantissimo, perchè vive con le stesse ambiguità - o se si preferisce: incertezze - della professione. Per un operatore dell'anagrafe del Comune lo smart working ha una lettura abbastanza univoca nella definizione di diritti, doveri, procedure, orari. Nel nostro mondo, invece, è pratica che si presta a diverse letture. Positive, negative e magari... così, così. L'argomento che lo smart working è giusto e bello a condizione che sia desiderato da entrambi le parti (editore versus giornalista) è abbastanza fragile. Innanzitutto perchè non sono certi i suoi effetti sulla qualità del lavoro e quindi sullo status professionale dell'interessato.

Mi spiego. Per una serie di ragioni personali, a vostra scelta, io giornalista oggi sono ben felice di starmene a casa a lavorare. E quindi se l'editore mi offre questa opportunità la prendo al volo. Bene. Ma quale sarà il lavoro che farò a casa? Risposta numero uno: esattamente quello di prima, attività redazionale (editing, titolazione, impaginazione). Perfetto? Mica tanto.

Domanda: Di che tipo di rapporto si parla? Una nuova forma di cottimo? E gli orari di lavoro? La reperibilità? E soprattutto in caso di conflitto cosa succede? Il mio contratto rimane lo stesso? Può essere impugnato?

Risposta numero due: facevo il cronista e quindi se voglio provare le comodità dello smart working, devo per forza modificare il mio ruolo professionale. Di poco o di tanto in prospettiva non so, ma il cambiamento, ne sono consapevole, è inevitabile. Anche qui, bene. Ma che margini di autonomia ho per accettare o rifiutare i cambiamenti che mi verranno proposti? Più in generale: che garanzie ho per il mio futuro professionale ? Potrò tornare a fare il cronista come prima? Non c'è il rischio che lo smart working diventi una strada senza ritorno, verso la dequalificazione professionale?

Tutte domande che hanno una doppia valenza: da una parte quella dei diritti sindacali, dall'altra quella del valore professionale. E qui torno all'inizio. Con lo smart working come ultima tappa - e secondo me nemmeno tra le più significative - di un processo di radicale trasformazione della professione causato da un rapidissimo processo di innovazione tecnologica. Che prosegue a velocità ultrasonica.

Cosa si può fare oggi con un telefonino? Chiedere a un ragazzino per saperne di più e a Francesco Facchini per una puntuale lezione su tutte le opportunità professionali (https://fondazione-paolomurialdi.voxmail.it/user/wjji3g3/show/qnglmc?_t=58f580da).

Mi scuso per la pedanteria, ma ricordo che Gutenberg mise in vendita le prime 180 Bibbie da lui stampate nel 1455. Per arrivare al primo giornale radio in Italia (che si chiamava "giornale parlato") bisogna aspettare 474 anni: il 1929. Passarono appena 27 anni invece per il primo telegiornale Rai: 1956. E dopo una trentina d'anni ecco internet e la connessione globale.

Insomma, la faccio breve, dopo 500 anni di incontrastato dominio, il regno della carta stampata si è ridotto a un piccolo principato, nemmeno poi tanto nobile. E con il regno sono caduti anche i suoi capisaldi cultural-organizzativi come la redazione. Che era il centro propulsivo del "regno". E' qui che si faceva il giornale: si selezionavano le notizie e con esse si orientava l'opinione pubblica di riferimento. Non solo, qui si preparavano e modellavano i futuri redattori-dirigenti del giornale. Non è un caso che nella legge istitutiva dell'Ordine si ipotizzavano solo due canali di accesso: l'elenco professionisti a cui si accedeva dopo 18 mesi di praticantato in redazione, e quello dei pubblicisti che solitamente erano specialisti che scrivevano della loro materia. Insomma, la "scuola" era la redazione, punto. Che già ieri, in realtà, era messa male, e che il Covid e quindi lo smart working (vedi l'interessante ricerca di Alg http://www.alg.it/alg1/?p=16511 ) non ha certo contribuito a migliorarne la salute.

Utile ricordare che la crisi della centralità della redazione (con i suoi drammatici effetti pesa anche sulla coscienza sindacale dei giornalisti) non è fenomeno recente. Per la crisi le redazioni cominciano a sgonfiarsi già negli anni Settanta. Certo si alleggerivano dei redattori contrattualizzati ma si allargavano nella truppa sempre più numerosa di collaboratori freelance.

Da questo punto di vista lo smart working (o vogliamo chiamarlo lavoro agile anche se non è chiaro "agile" per chi?) se sorvoliamo sull'amara ironia che la definizione suscita, è prassi consolidata da almeno mezzo secolo in tutti i gruppi editoriali italiani, piccoli, medi e grandi.

Questo, ahinoi, è il quadro di una crisi d'identità professionale che temo continuerà a produrre cambiamenti senza fare sconti a nessuno perchè trainata da una innovazione tecnologica che non conosce nè confini e nemmeno la pietà.

Pessimismo? Non proprio. Credo, semplicemente, che la professione che ho praticato per 34 anni sia destinata scomparire. Per molti aspetti già non esiste più. Ma che questo non significa affatto che il giornalismo sia morto. Paradossalmente, anzi, rispetto a ieri vedo molto più canali informativi oggi. E vedo anche più ruoli. Che possono trasformarsi in altrettante opportunità professionali. Certo, ovviamente impongono l'apprendimento di nuove tecniche... che in realtà fanno più paura a un settantenne come me che a una quindicenne come mia nipote. Ovvio, con problemi nuovi, e anche pericoli nuovi. Ad esempio quello di una omologazione dei modelli culturali dovuto alla nascita di potentissimi gruppi internazionali. Ma questo è il progresso. Un cammino faticoso. E di lotte.

 

Michele Urbano 

 

 

 

 

sito: www.fondazionemurialdi.it

 

Generation Z, Generation Y, Digital Natives, Millennials.
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September 2020

PUSH FOR A BETTER FUTURE

 

HEARING THE VOICES OF YOUTH IN WEST AFRICA

The COVID-19 crisis has had considerable effect on youth in West Africa with their experiences distinct from those across the world. According to West Africa’s CARE Youth Network Report who interviewed 128 young people across West Africa, 38% of women and 31% of men said that income was the biggest concern when it came to COVID impact due to the fear of inability to feed their families with rising food prices. Where finances are the main need expressed, 22% of women revealed that safe spaces were the second most vital need as a collective whereas 21% of men needs fell on social networks. ‘’It’s mandatory for us, to do what we can to raise awareness on COVID’’ stated a young from Sierra Leone. For young women in West Africa social responsibility was the most necessary response to the epidemic and revealed that it was their duty to protect their community as a whole.

TIME FOR CHANGE

Millennials and Gen Zers have united from all around the world to fight in the battle of ensuring the future COVID-19 vaccination will be accessible to all. Free the Vaccine has joined together over 300 volunteers from the medical profession and creative individuals to acquire pledges from researchers to keep treatments affordable whilst helping citizens to understand their rights. Employing creative techniques like the Jolene Vaccine Lip-Sync Challenge to capture attention, Free The Vaccine is on the path of urging the public-funded research laboratories to signing the OpenCOVIDPledge.

TIPS & TRICKS

 

MOVING AWAY FROM TRADITIONAL NEWS 

Research published by the University of Oxford collated from 8,522 young people in 6 countries across the world reveals how old fashioned news consumption has gone out the window. For Millennials and Gen Zers social media has become the chief news platform with over a quarter of respondents using Instagram to obtain news content19% using Snapchat and 6% TikTok. It is unmistakable that Instagram in particular is dominating Millennials and Gen Zers news consumption with 38% in Germany and astonishingly 49% in Argentina using Instagram alone to get news. With the high numbers of young people turning to less than traditional news sources it could be cause for concern considering the legitimacy of the information. Yet the creation of an environment where news can be accessed under one platform presents benefits in providing balance in such a variety of views coming together.

GROWING YOUR DIGITAL FOOTPRINT

Research in recent years shows just how vital digital technology is within the lives of Millennials and Gen Zers but the ASEAN Youth Survey 2020 unfolds just how essential technology has been to adapt to the new COVID-19 environment. Based on a survey of 68,574 young people across South Asia, 31% have explored new ways of improving their income by utilising digital platforms. One in four have begun to use these tools for the first time and over the course of the past few months e-commerce has been a huge tool especially among young entrepreneurs. 64% of participants believe that increased usage of digital technology will be permanent and 70% agree that e-commerce will continue to grow even beyond the pandemic. Research reveals just how e-commerce and social media will be essential future income generators for Millennials/Gen Zers.

GEN Z: THE MOST EDUCATED GENERATION YET?

 

As the inheritors of a secure economy with record low-employment, Gen Zers are turning more towards higher education. The Pew Research Centre’s study exhibits the distinct educational path than their predecessors with 57% of Gen Zers enrolling into university compared to the 52% of Millennials and 43% of Gen X. Contrast to the 33% of Millennials with college educated parents, 44% of Gen Zers have a parent with a bachelor’s degree. As a result of their education endeavours, Gen Zers are a lot less likely to enter employment in their teens and early adult lives with only 18% desiring to enter employment compared to 27% of Millennials.

THINKYOUNG'S HOT NEWS

 
ThinkYoung is back after the summer, with exciting new projects to come!

IS HOME THE NEW OFFICE?
 
As remote working is being normalised because of COVID-19, how does the workplace of the future look for the young generation? What is the perspective of Millennials and Gen Z? Are we experiencing the making of the ‘new normal’ work?

Join us on September 22 at 11:00 CEST for a lively yet fruitful conversation on ‘Young People and the Workplace of the Future’!

Speakers: Gertrud Ingestad - Director-General for Human Resources and Security (European Commission), Robin Rivaton - Investment Director (Idinvest Partners), Beatriz Arantes - Senior Researcher (Steelcase's Workspace Futures) and Flore Pradère - Director of Research (JLL).

 

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Welcome to the online edition of the “European Business Review (EBR)”, where journalists and distinguished guest-writers express their views and opinions on European affairs and Business issues with in-depth articles, analyses and commentaries.
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‘Chinese people will not accept an instructor on human rights and oppose double standards’, Xi was quoted as saying during the summit.

EU – China Summit : Merkel – Von der Leyen – Michel vs Xi

September 14. While the initial summit lost its official in-person character due to the COVID-19 pandemic, the 3 EU leaders and the Chinese leader attended a virtual meeting via a videoconference


"The Abraham Accord is a major breakthrough in international and regional diplomacy. The establishment could also have been a great opportunity for the Palestinians to return to the negotiating table."

Major breakthrough for Israel, but it remains silent in Europe

This third Tuesday in September was a big day for Israel, the United Arab Emirates and Bahrain. In the White House, the countries signed a peace treaty


“What we urgently need to see next is an ambitious implementation of the recovery package focussed on achieving a green and digital transition, with the European Green Deal at its core and an elevated short-term emissions reduction target in its sights”.

Business leaders back EU’s draft 55% carbon target for 2030

More than 150 business leaders and investors have urged EU countries to set higher climate goals for 2030, backing a draft European Commission plan to aim for a 55% reduction in greenhouse gas emissions by the end of the decade


“There is no comprehensive risk analysis, and this leads us towards the question if the EU is driving blind towards China. It certainly appears that we are sailing with no compass, as we found no formalised comprehensive analysis of the risks and opportunities for the EU on China’s investment strategy.”

EU nations breaking rules in bilateral trade deals with China

Fifteen EU member states have breached bloc-wide rules in agreeing bilateral commercial deals with China as part of Beijing’s ambitious belt and road initiative (BRI), according to a damning report published by the European Court of Auditors on Thursday (10 September)


Emerging technology clusters are enabling granular data collection alongside timely analysis and secure information sharing, helping firms identify what services would most benefit each customer and when.

Emerging technologies are reshaping financial services

Words and phrases such as “disruption”, “revolutionizing” and “digital transformation” have become so commonplace in the context of financial services that they have lost their impact

 

Servizio stampa

Parlamento europeo

Ufficio di collegamento in Italia

 

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10-09-2020

TORNATA

Anteprima della sessione del 14-17 settembre 2020, Bruxelles

   

 

http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngStato dell'Unione Europea: discorso della Presidente von der Leyen in Plenaria

I deputati faranno un bilancio dei risultati ottenuti finora dalla Commissione von der Leyen, tenendo conto anche del contesto della pandemia COVID-19 e della crisi economica.

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http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngVoto sulle risorse proprie: i deputati accelerano sul piano di ripresa COVID-19

I deputati sono pronti ad accelerare la procedura che permetterà all'UE di prendere in prestito 750 miliardi di euro per il piano di ripresa "Next Generation EU".

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http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngProtezione civile UE post 2020: voto per rafforzarne la capacità

I deputati dovrebbero chiedere il potenziamento del meccanismo di protezione civile dell'UE, in modo che l'Unione possa rispondere al meglio alle emergenze su larga scala come il COVID-19.

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http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngTransizione energetica: fondi UE a sostegno delle regioni più colpite

Il Parlamento adotterà la sua posizione per i negoziati con il Consiglio sulla creazione del Fondo per una transizione giusta, per mitigare l'impatto socioeconomico dell'economia più verde.

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http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngCOVID-19: armonizzare procedure di test e di classificazione del rischio nell’UE

Il PE discuterà con il Consiglio e la Commissione la mancanza di coordinamento sulla valutazione sanitaria del COVID-19, la classificazione del rischio e le conseguenze per l'area Schengen.

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http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngMedicinali: come prevenire le future carenze

In una risoluzione che sarà votata giovedì, il Parlamento proporrà una serie di misure, tra cui una riserva farmaceutica europea di emergenza.

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http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngI deputati vogliono che le emissioni delle automobili rispettino i limiti dell'UE in condizioni di guida reali

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http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngIl Parlamento voterà sulla riduzione delle emissioni di CO2 prodotte dall’industria marittima

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http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngIl Parlamento chiede misure più severe contro l’inquinamento da farmaci

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http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngNorme UE sull'esportazione di armi: i deputati chiedono maggiore trasparenza

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Per ulteriori informazioni

 

http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngOrdine del giorno della sessione

http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngVideo in diretta

http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngConferenze stampa e altri eventi

http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngPiattaforma multimediale del PE

http://www.europarl.europa.eu/external/img/scribo_webmail_temp/scribo-webmail-arrow.pngEP Newshub

 

 
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Cosa aspettarsi dalle regionali in Russia, quello che Trump sapeva sul virus (e non ha detto), le parole di Paola Severino al Forum Ambrosetti e il “nuovo corso” in Tunisia
11 settembre 2020

Fra proteste in Bielorussia e avvelenamento di Navalny, domenica prossima 41 degli 85 soggetti federali della Russia andranno al voto per rinnovare governatori e membri delle assemblee localine parliamo in un nuovo appuntamento dell’Osservatorio elettorale a cura de Lo Spiegone. L'Italia è all’11esimo posto in Europa per spesa in giustizia in rapporto alla popolazione. Eppure, "giustizia ed economia sono un binomio necessario”, ha detto la vicepresidente della Luiss ed ex ministra della Giustizia Paola Severino al Forum Ambrosetti: pubblichiamo il suo intervento integrale.

Donald Trump sapeva quanto il coronavirus fosse pericoloso, trasmissibile per via aerea, altamente contagioso e “più fatale di una forte influenza”, ma volle “sempre minimizzarlo per non creare panico”: a rivelarlo è, nel suo ultimo libro, Bob Woodward, il giornalista che svelò lo scandalo Watergate. E quali sono le sfide che attendono il governo dal profilo fortemente tecnico di Hichem Mechichi, il terzo in meno di un anno in Tunisia? Questo e molto altro ancora online su AffarInternazionali, la rivista dello IAI.

ARTICOLI
 L'INTERVENTO DI PAOLA SEVERINO A CERNOBBIO
"Investire di più nella giustizia a servizio di imprese e cittadini"
 

di La redazione

Dal 4 al 6 settembre a Cernobbio si è tenuta la 46esima edizione del Forum The European House – Ambrosetti, incontro internazionale di discussione su temi principalmente economici. Tra i relatori intervenuti all’appuntamento annuale organizzato a Villa d’Este, anche Paola Severino. Già ministra...

 IL TEST DEL VOTO LOCALE
Regionali in Russia: cosa guardare nel “giorno unico delle elezioni”
 

di Lo Spiegone

Domenica 13 settembre 41 degli 85 soggetti federali della Russia andranno alle urne in quello che viene chiamato il “giorno unico delle elezioni”. I soggetti federali sono le unità politiche della Federazione Russa: oblast’, okrug, kraj, repubbliche e tre città federali....

"RAGE". IL NUOVO LIBRO DEL GIORNALISTA
"Trump sapeva del virus ma tacque": tutte le rivelazioni di Woodward, Mr Watergate
 

di Giampiero Gramaglia

Nel giorno in cui riceve una nomination per il Nobel della Pace, di cui si dice onorato, ma che lascia il tempo che trova, Donald Trump si ritrova nei guai per l’ennesimo libro: questa volta, il titolo è breve, “Rage”,...

TERZO ESECUTIVO IN UN ANNO
La Tunisia volta pagina? Il governo Mechichi tra vecchie e nuove incertezze
 

di Giulia Cimini

Lo scorso 2 settembre, il nuovo governo tunisino ha prestato giuramento presso il palazzo presidenziale di Cartagine. Dopo una seduta fiume di oltre 15 ore iniziata il giorno prima, la squadra di governo di Hichem Mechichi ha ottenuto la fiducia...

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Dal blog Ceralacca

 

 
UNDICI SETTEMBRE 2020  

di Gianfranco Uber

 
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Wednesday, 9 September 2020

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Check out our latest coverage in our Energy & Environment policy hub or follow our latest updates on @eaEnergyEU
By Frédéric Simon (@FredSimonEU) and Sam Morgan (@SamJamesMorgan)

Contribute to building the future EURACTIV. Your recurring monthly financial contributions help us to innovate for the future. Thank you for your support. 

The Brief, powered by amfori – A 55% chance of sunshine

[Energy & Environment] European Commission President Ursula von der Leyen will next week confirm a new emissions-busting goal for 2030. But setting a target is the easy part of the climate fight.

‘Obsolete’ Energy Charter Treaty must be reformed or ditched, lawmakers say

[Energy & Environment] The 1991 Energy Charter Treaty must be profoundly overhauled in order to remove all “obsolete” provisions protecting fossil fuel investments and hindering climate action, lawmakers from across Europe said on Tuesday (8 September).

CDU/CSU seek new ‘climate man’ as Greens rise in polls

[Energy & Environment] Germany's conservative CDU/CSU Union has admitted to its own shortcomings when it comes to climate policy and is now searching for a new chairman and candidate for the chancellor's spot, which will shape the union's course on environmental policy. EURACTIV Germany reports.

IRENA chief: Europe is ‘the frontrunner’ on tidal and wave energy

[Ocean Energy] New forms of ocean energy are gaining interest globally, and because European companies are leaders on tidal and wave technologies, that is good news for the environment and for the European economy, argues Francesco la Camera.

EU raw materials push aims to underpin Green Deal, digital ambitions

[Energy & Environment] Increasing the EU’s domestic supply of critical raw materials and cutting external dependencies got top billing in a new European Commission strategy on Thursday (3 September), as the bloc started to get serious about its Green Deal and digital agenda.

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EHFG 2020

Under the theme "Dancing with elephants", the online EHFG 2020 will explore new partnerships for health, democracy, and business. Which health policy elephant will you invite to the dance floor? View the conference programme and register now

Continue Reading >> .

 
 

Ecology threats likely to send more climate refugees towards Europe by 2050

[Global Europe] More than a billion people are at risk of being displaced by 2050 due to rapid population growth, shortage of food and water and increased exposure to natural disasters, which could lead to increased migration flows to Europe, according to a new report by the Institute for Economics and Peace (IEP).

Merkel dampens talk of halting Nord Stream 2, party sources say

[Energy & Environment] German Chancellor Angela Merkel and her economy minister on Tuesday (8 September) played down the possibility of halting the Nord Stream 2 gas pipeline from Russia to Germany as part of any sanctions imposed on Moscow due to the poisoning of Kremlin critic Alexei Navalny.

Poland to accelerate coal phase-out, spend billions on renewable and nuclear energy

[Energy & Environment] Poland wants to speed up phasing out coal and spend billions to build renewable and nuclear power infrastructure to address challenges related to climate change and ensure stable power supplies, the government said on Tuesday (8 September).

EU carbon market not the right policy for cars, says Timmermans

[Transport] Road transport should not be top of the list when the European Union expands its carbon market into new sectors, the bloc's climate policy chief said on Tuesday (8 September).

Europe must lead on electrifying urban mobility

[Transport] Without bold and fast action to transform the way we move around in our cities, we will be unable to avoid the worst impacts of climate change and air pollution, warn Anabel Diaz and William Todts, as ride-hailing firm Uber announces a new global zero-emission goal.

EU ban on neonicotinoids must be ‘stricly respected’, says Green MEP

[Pesticides] After announcing €30 billion in support of an ecological transition last Thursday, the French government presented a controversial bill authorising an exemption from the ban on neonicotinoid insecticides, a class of pesticides suspected to be harmful to bees. German Green MEP Martin Häusling explains to EURACTIV FRANCE why he is challenging the decision.

Merkel doesn’t rule out Nord Stream fallout over Navalny

[Energy & Environment] German Chancellor Angela Merkel will not rule out consequences for the Nord Stream 2 gas pipeline project if Russia fails to thoroughly investigate opposition leader Alexei Navalny's poisoning, her spokesman said Monday (7 September).

How to realise our hydrogen economy (instead of dreaming about it)

[Hydrogen] Considering the limited amount of green hydrogen available, the European Commission should prioritise its use in sectors that cannot decarbonise through other means like electrification, write Miriam Dalli and Mohammed Chahim.

In EU, 1 in 8 deaths linked to pollution: report

[Energy & Environment] In the EU, 13 percent of deaths are linked to pollution, said a new report published on Tuesday (8 September) by the European Environment Agency (EEA), which stressed the current pandemic put environmental health factors in the spotlight.

Why a deal on energy could break the Brexit logjam

[Energy & Environment] The window for a post-Brexit trade deal is closing fast but the basics are already in place for an agreement on the energy sector, and mutual benefits would be huge, writes Michael Grubb.

 

German footballers face flak for short Swiss flight

[Sports] The German football team has faced criticism for flying between the cities of Stuttgart and Basel on Sunday (6 September) instead of taking a train on the 260-kilometre journey. The Bundesrepublik's football federation cited virus restrictions as a deciding factor.

Major economies talk green recovery, hydrogen at Japanese summit

[Energy transition] Major economies promised to recover green after COVID-19 and accelerate climate action during a virtual ministerial meeting hosted by Japan on Thursday (3 September). EURACTIV's media partner, Climate Home News, reports.

A ‘solidarity clause’ in the EU climate law

[Energy & Environment] The European Union should include a “solidarity clause” in its climate law to ensure that member states most burdened by the EU's new carbon reduction targets are compensated for the additional costs of purchasing allowances under the EU Emissions Trading System, writes MEP Anna Zalewska.

Tyre industry pushes back against evidence of plastic pollution

[Transport] A growing body of scientific research linking tyre wear to microplastic pollution, as well as increasing scrutiny from lawmakers in the European Union, has led the €150 billion-a-year tyre industry to fight back.

The Brief – Time for Europe to play the Nord Stream card

[Politics] ‘Deplorable’, ‘unacceptable’, ‘an attack on fundamental freedoms’. Europe’s leaders this week held their own competition on who could give the most magisterial admonishment to Russia’s President Vladimir Putin following the deliberate poisoning of Russian opposition leader Alexei Navalny.

Freedom to roam – first your phone, now your car?

[Electric vehicles] The European Commission has reiterated its ambition (https://www.euractiv.com/section/energy/news/eu-unveils-blueprint-for-a-more-efficient-energy-system/) to roll out at least one million public electric vehicle charging stations over the next 5 years. But how can the EU ensure that consumers really benefit wherever they are in Europe? One of the keys to success lies in e-roaming, argues Kristof Vereenooghe.

Oil industry placing risky bet on plastics, report says

[Oil and Industry] Big oil producers are pinning their future growth on the world's insatiable appetite for plastic, researchers said Friday (4 September), in a "bet" on society's failure to tackle disposable consumption that risks stranding billions of dollars in petrochemical investments.

France mulls reintroduction of neonicotinoids, faces backlash from NGOs and Germany

[Pesticides] At its back-to-school meeting on Tuesday (1 September), France's National Council for Ecological Transition addressed the controversial issue of reintroducing neonicotinoids, a class of pesticides, to save the sugar beet industry. The issue is causing quite a stir both at home and across the Rhine. EURACTIV France reports.

Arctic shipping study exposes flaws in planned fuel ban

[Shipping] A proposed ban on polluting ship fuel in Arctic waters would only eliminate 5% of the most harmful climate-busting emissions due to a raft of waivers and exemptions, a new study warned on Thursday (3 September).

Germany’s updated renewable energy act lacks ambition, critics say

[Renewable energies] The official draft for an amendment to Germany's Renewable Energy Sources Act (EEG) has been made public. It contains incentives for more wind energy in southern Germany and measures for ageing turbines, but critics say there is still a lot of room for improvement. EURACTIV Germany reports.

All you need to know about onshore wind [Promoted content]

[Energy & Environment] We all know about the huge expansion of offshore wind envisaged in Europe. But the EU wants onshore wind to grow even more: from 174 GW today to up to 750 GW in 2050. This is doable and will bring lots of benefits to the European economy and citizens. Find out about onshore wind’s benefits in this infographic.

1,000 ‘shovel-ready’ projects identified in support of EU’s green recovery

[European Green Deal] Business consultancy EY has identified 1,000 green projects it says will help Europe recover stronger and more resilient from the economic slump caused by the COVID-19 outbreak.

Germany raises €6.5 bln from first-ever green bond

[Green finance] Germany saw good demand for its first-ever green bond on Wednesday (2 September), in a landmark moment for Europe's climate-focused finance drive.

World’s first ‘carbon-capture at sea’ set for shipping trials

[Shipping] Japanese shipbuilding giant Mitsubishi announced on Monday (31 August) that it will build and test a carbon-capture system for ships, which is aimed at significantly reducing the emissions of the maritime sector.

Timmermans defends higher EU goals on climate change

[Energy & Environment] If the European Green Deal made economic sense before the COVID-19 crisis, “it makes even more sense now” because it will help reboot the economy, said Frans Timmermans, the EU Commission vice-president in charge of climate action.

All green products start with a #Greensource: climate neutrality with Europe’s forest fibre industry [Promoted content]

[Energy & Environment] Cepi, the Confederation of European Paper Industries, and EPIS, the European Pulp Industry Sector Association and its members, present their #GreenSource initiative, a European-wide effort to explain how the forest fibre industries make the 2050 climate neutrality target a reality....

Greater EU powers to catch and fine emissions cheats kick in

[Transport] New EU rules on monitoring the vehicles on Europe’s roads come into force on Tuesday (1 September), granting the European Commission added powers to police car emissions and take to task any manufacturers that breach the law.

EU microplastics ban needs to aim smaller, advisers say

[Plastics strategy] A draft EU ban on microplastics would allow industry to use even smaller particles in cosmetics, detergents and paints, which could be more damaging than the tiny pieces of plastic already clogging up the natural world, campaigners and some EU advisers say.

EU to launch raw materials industry alliance

[Energy & Environment] The European Commission will announce the launch of a new industry alliance this week, with a view to building a complete EU supply chain for raw materials like lithium, which are seen as critical for the bloc’s digital and green transitions.

Climate protest against the EU-Mercosur trade deal

[Economy & Jobs] Protests against the planned EU-Mercosur trade agreement were held on Friday (28 August), with the participating groups citing the incompatibilities of the EU's climate ambitions with actions taken by the Brazilian government.

French and Italian organisations partner up to fight flood risks in Mediterranean

[Cities & regions] The Proterina-3Evolution project has gathered fourteen Italian and French partners from the coastal region to fight against flood risks together, as they share the same risks and benefit from the same support fund, EURACTIV France reports.

Germany begins allocating €40 billion to coal regions to start phase-out

[Energy transition] By 2038, Germany's last coal-fired power plants are expected to be shut down. To reorient the regions economically, however, they are to be replaced by research institutions and companies. A coordination committee will now begin allocating the funding, EURACTIV Germany reports.

The EU must face its responsibility for the Amazon fires

[Energy & Environment] Only with a strong law can European consumers be confident that the production of the food they eat does not fuel the horrendous fires we witness every year in the Amazon, writes Ester Asin.

EU to sanction Turkey’s energy sector, pushes for de-escalation

[Global Europe] EU foreign ministers agreed on Friday (28 August) on a list of sanctions against Turkey in the event that Ankara does not de-escalate its actions in the increasingly tense Eastern Mediterranean, including illegal drilling for oil and gas.

Europe is ‘closing the gap’ on battery manufacturing, Northvolt says

[Energy & Environment] Swedish battery maker Northvolt says Europe is catching up with Asian rivals in the manufacturing of car batteries but warns that more efforts are needed to build a complete supply chain “ecosystem” in the EU.

France suspends controversial glue-trapping of songbirds

[Energy & Environment] France has suspended the glue-trapping of songbirds this year but stopped short of abolishing the controversial practice which is criticised as barbaric by bird lovers and banned under European Union regulations.

Bill Gates’ nuclear venture plans small reactors to complement solar, wind power

[Energy & Environment] A nuclear energy venture founded by Bill Gates said Thursday (27 August) it hopes to build small advanced nuclear power stations that can store electricity to supplement grids increasingly supplied by intermittent sources like solar and wind power.

Europe, China battle for global supremacy on electrolyser manufacturing

[Hydrogen] While China currently produces the cheapest electrolysers in the world, Europe leads on innovative technologies which are better suited to produce green hydrogen seen by many as a silver bullet to decarbonise the energy system.

Scientists call on EU to ‘correct’ biomass carbon accounting rules

[Energy & Environment] Europe's academies of science have called on EU lawmakers to introduce a “radically new standard” in the bloc's Emissions Trading Scheme (ETS) to ensure net carbon emissions from biomass power stations are “properly accounted for and declared”.

Poland’s planned energy restructuring set to hasten coal demise

[Energy & Environment] Poland could phase out coal as early as 2035 under a “business as usual scenario,” according to Greenpeace, which performed an analysis of the latest government plans to restructure the country’s virus-hit energy sector.

Norway plans to drill for oil in untouched Arctic areas

[Energy & Environment] Norway is planning to expand oil drilling in previously untouched areas of the Arctic, a move campaigners say threatens the fragile ecosystem and could spark a military standoff with Russia.

Russia bristles at proposed EU carbon tax

[World] Russia on Wednesday (26 August) voiced fears over EU plans for carbon taxes on imports from countries outside the bloc, a move that would hit hard a country heavily dependent on hydrocarbons trade.

Businesses launch joint bid to improve conditions in cobalt supply chains

[Energy & Environment] A coalition of businesses including Signify, Glencore and Fairphone have launched a joint initiative to improve the economic, working and social conditions of those working in the cobalt supply chain. EURACTIV's media partner, edie.net, reports.

Chemical recycling ‘promising’ for circular economy, EU official says

[Sustainable Manufacturing] While chemical recycling opens new possibilities for the circular economy, only a full lifecycle approach will be able to determine the real environmental benefits in terms of saved energy and global warming emissions, a senior EU official has said.

Gas and nuclear industries fight to the end for ‘green’ EU investment label

[Green finance] The gas and nuclear industries have ramped up lobbying to secure last-ditch changes to European rules defining which investments are sustainable, fearing that exclusion from a new “green” list could deprive them of billions of dollars of funding.

Germany launches first ‘green’ bonds

[Green finance] Germany on Monday (24 August) announced details of its first "green" bond placing, tapping financial markets to fund environmental projects for the first time.

Insurers call for more proactive EU climate change adaptation plans

[Green finance] The European Union's strategy to adapt to the risks of climate change needs to be much more proactive and ambitious in order to reduce the risk of natural disasters such as flooding, insurers said in response to a consultation on the issue.

Draft EU methane strategy shies away from binding emissions standards

[Energy & Environment] The European Union’s long-awaited plan to curb emissions of the potent greenhouse gas methane will not impose binding standards on natural gas sold in the bloc, according to a draft seen by Reuters.

A roadmap to cut shipping emissions in the Mediterranean

[Shipping] An emission control area for sulphur oxides in the Mediterranean is not a panacea, but it would open new possibilities for the region’s future while contributing to its health, writes Gaetano Leone.

German Social Democrats gear up for a climate election campaign

[Energy & Environment] Finance Minister Olaf Scholz will lead the German Social Democrats (SPD) into the campaign for federal elections in 2021. Not an easy task for a party that faces strong competition from the Greens for number two position, behind the CDU/CSU conservatives. EURACTIV Germany reports.

Britain to get first commercial refinery for extracting precious metals from e-waste

[Sustainable Manufacturing] The UK is to get its first commercial refinery for extracting precious metals from electronic waste, which will also be the world’s first to use bacteria rather than cyanide-based processes.

Algeria chafes against EU trade deal as deadline looms

[Economy & Jobs] Days ahead of a final deadline, activation of a long-planned Algeria-EU trade deal risks unravelling as political and business leaders in the North African country warn it will undermine economic sovereignty.

Tougher EU climate target technically, economically feasible, researchers say

[Energy & Environment] A European Union plan to cut greenhouse gas emissions up to 55% below 1990 levels by 2030 is technically and economically possible, researchers said on Monday (24 August).

Azerbaijani gas in Turkish market, perspectives for partnership

[Energy & Environment] Diversification of supplies, including the recent discovery by Turkey of gas in the Black Sea are welcome developments that are unlikely to impact on Azerbaijani gas being a very favourable option for the Turkish gas market, writes Esmira Jafarova.

Turkey announces historic gas discovery in Black Sea

[Turkey] President Recep Tayyip Erdoğan on Friday (21 August) said Turkey had made its biggest-ever discovery of natural gas after completing new exploration work in the Black Sea.

Global emergency plan needed to save planet, says international alliance

[Energy & Environment] This Saturday (22 August) will be "Earth Overshoot Day", the day on which Earth's ecosystems will be exhausted, and humanity's demand for the planet's resources for the rest of the year can no longer be regenerated, EURACTIV Germany reports.

Young activists call on Merkel to boost commitments on climate change

[Energy & Environment] Key members of the "Fridays for Future" (FFF) movement in Berlin called on German Chancellor Angela Merkel (CDU) on Thursday (20 August) to become more involved in the fight against global warming after what was described as a "friendly" meeting. EURACTIV France reports.

Germany would have missed 2020 climate goal without COVID-19 emissions drop

[Energy & Environment] Germany could meet its climate target for 2020 but would have missed the goal if the economic havoc wrought by the coronavirus pandemic had not caused a large drop in greenhouse gas emissions, the country’s environment ministry said.

Economic meltdown threatens Europe’s war on plastic

[Circular economy] Giving a new life to plastic trash gets Carlos Bento out of bed every morning. But the coronavirus pandemic has seen revenues drop up to 40% at Micronipol, the large recycling facility he runs in central Portugal, and it faces an uncertain future.

Environment agenda: EU climate talks enter decisive phase

[Energy & Environment] The European Commission will table proposals next month to raise the EU's climate target for 2030, amid warnings from Eastern countries to safeguard jobs and growth from the coronavirus fallout.

 
 
 
 

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                                                         Newsletter n. 132

Il giornalista nell'età dello smart working (16)
 

 

 

Il giornalista nell’età dello smart working (16)

 

Nel nostro dibattito arriva il contributo di Luciano Ceschia, per anni Segretario Nazionale della Federazione della Stampa e artefice delle modifiche contrattuali introdotte negli anni ’70.


 

 

 

 

 

Nella storia del contratto le premesse e le regole del “lavoro agile”

Giancarlo Tartaglia da qualche mese non è più direttore della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), sostituito da Tommaso Daquanno. Ricopriva l’incarico dal 1986 dopo aver fatto la gavetta per 13 anni. Nel sindacato dei giornalisti ha mantenuto alcune competenze non marginali, ma si occupa soprattutto della Fondazione Murialdi diventata un centro culturale di grande prestigio.

Questa premessa burocratica per sottolineare che se la Fondazione, di cui Tartaglia è Segretario Generale, ti chiede cosa ne pensi del “lavoro agile” (ossia dello smart working) applicato al settore dell’editoria”, è utile, prima di rispondere, elaborare qualche riflessione.

Non mi risulta che la Federazione degli editori, interlocutrice storica del sindacato dei giornalisti, abbia avanzato una proposta in materia, né che qualche suo prestigioso esponente ne abbia, così, per caso, parlato, ma l’interrogativo non perde valore. E io cercherò di rispondere come se fossimo tra amici al bar a far  due chiacchiere sul tempo.

Una prima domanda. E’ legittimo che la Federazione della stampa si occupi della struttura produttiva degli organi di informazione?

Non guasterà un po’ di cronistoria. Nei primi due contratti di lavoro sottoscritti nel decennio in cui ho guidato il sindacato nazionale dei giornalisti  la materia è stata affrontata e risolta in modo esemplare, senza lasciare spazio a dubbi ed equivoci. Nel primo si chiariva tra l’altro che compito del comitato di redazione (cioè la struttura sindacale di base) è di “esprimere pareri e formulare proposte sugli indirizzi tecnico professionali, la fissazione degli organici redazionali e la loro realizzazione, gli orari, i trasferimenti, i licenziamenti, i mutamenti di mansioni e qualifiche e ogni iniziativa che riguardi l’organizzazione dei servizi ai fini del miglioramento del giornale e possa avere riflessi sui livelli occupazionali”; e più oltre: “esprimere pareri preventivi e formulare proposte sulla completezza delle informazioni anche con riferimento ai servizi di cronaca, su nuovi programmi, iniziative di ristrutturazione aziendale, trasferimenti di impianti e ogni attività che investa la struttura dell’azienda e che comunque possa recare pregiudizio alle specifiche prerogative dei giornalisti”.

Nel contratto successivo si precisava inoltre che compito del comitato di redazione è quello di “esprimere pareri e formulare proposte per l’osservanza delle norme di legislazione sociale, ai fini del miglioramento del giornale e della completezza delle informazioni, favorire una più intensa collaborazione dei giornalisti allo sviluppo dell’impresa attraverso consultazioni periodiche con il direttore in materia di licenziamenti e mutamenti di mansione e trasferimenti, di nuove iniziative, di nuovi programmi, di trasferimenti di impianti o altra attività che investa la struttura dell’azienda e che comunque possa avere riflessi sui livelli occupazionali”. Queste norme sono state perfezionate nei contratti successivi (con me segretario generale ne sono stati fatti altri tre) e sono sostanzialmente ancora in vigore.

Il nostro sindacato ha da tempo superato il secolo ed è da sempre l’unico sindacato dei giornalisti italiani, articolato nelle associazioni regionali. E’ un bene prezioso che abbiamo sempre difeso. Ne era ben consapevole il fascismo che tra i primi interventi liberticidi decise l’eliminazione della Federazione nazionale della stampa italiana, rinata nel dopoguerra. Negli anni, nei decenni, è cresciuta tra di noi, nelle istituzioni e nel mondo politico la consapevolezza che al sindacato dei giornalisti è affidata non solo la tutela economico – contrattuale ma anche la difesa delle condizioni giuridiche e politiche che garantiscono un’informazione libera.

Insomma il sindacato dei giornalisti è chiamato a presidiare l’intreccio tra lavoro professionale e difesa del pluralismo. Le condizioni economiche, contrattuali, giuridiche e professionali hanno un’incidenza sulla qualità e la completezza dell’informazione. Pertanto è una garanzia di libertà e di tutela del pluralismo la vigilanza della Fnsi sulle leggi e sui provvedimenti non solo economici per il settore, sulle decisioni che organi anche dello Stato assumono in questa delicata materia.

La diffusa ostilità di molti personaggi (non solo della politica ma anche  dell’economia e delle istituzioni) verso un ampio esercizio della libertà di stampa non è forse un sintomo pericoloso di una voglia inconfessata, a destra e a sinistra, al centro, in alto e in basso, di dare un taglio all’informazione libera, di ridurre gli spazi di autonomia dei giornalisti, di privilegiare il pensiero unico?

Il dovere di fare domande, anche imbarazzanti, di chiedere spiegazioni puntuali, di condurre inchieste, spesso viene considerato atto di arroganza, intrusione indebita nelle aree del potere. Il guaio è che pochi si rendono conto della mostruosità dell’assunto e nessuno se ne vergogna. Non voglio essere catastrofista, ma sto percependo in modo sempre più forte sintomi di un malessere diffuso e profondo, nella società e nelle istituzioni, creato dall’indebolimento degli anticorpi e delle difese di garanzia, nonché dal disinvolto uso che si fa del potere anche informativo.

Sergio Lepri, per decenni direttore della maggiore agenzia di stampa italiana, l’Ansa, dodici anni fa, celebrando il secolo di vita della Federazione della stampa, dichiarava: “La sopravvivenza del giornalismo, cioè la necessità di ricorrere al giornalismo come sicuro organo di base, dipende dalla misura in cui la sua mediazione significhi non soltanto gestione delle informazioni che circolano fuori e dentro Internet, ma anche verifica e controllo di quelle informazioni. Il giornalismo può così tenere fermo il suo posto nella società riconquistando la sua funzione di mediazione, una mediazione di verità”.

Ora una domanda lecita e inevitabile. Tutte le considerazioni fin qui sviluppate cosa hanno da spartire con il “lavoro agile”? La risposta è banale: nulla. O meglio: l’editoria, per come è strutturata e per le funzioni che svolge nella società, non può essere associata a esperimenti che di fatto annullano i corpi redazionali, le relazioni interprofessionali, la circolarità delle opinioni e dei confronti sugli avvenimenti, la crescita delle conoscenze, lo scambio delle esperienze, in sostanza l’arricchimento continuo del bagaglio professionale, garanzia permanente del pluralismo.

Mettetevi il cuore in pace. Ci risulta che gli editori non hanno proposto, almeno finora, di estendere al settore lo smart working, neppure in via sperimentale. Sono ottimista e quindi credo che continueranno a destinare uffici in proprietà o in affitto alle redazioni, a tutelare l’attuale assetto del lavoro giornalistico e cercheranno di risparmiare senza ricorrere a ristrutturazioni autolesionistiche.

 

Luciano Ceschia

 

 

 

sito: www.fondazionemurialdi.it

 

Wednesday, 9 September 2020

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Opposant russe Alexeï Navalny: l’UE et l’Otan mettent la pression sur Vladimir Poutine [Monde]

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Il giornalismo investigativo si esprime con le inchieste.

Mesi o anni di lavoro trovano la sintesi finale in un video, nelle pagine di un articolo, in un podcast, in un progetto web, in un racconto social. Solo per citare alcuni dei progetti che abbiamo visto nascere in queste nove edizioni del nostro concorso. 

In attesa di potervi presentare le quattro inchieste prodotte quest'anno (non vediamo l'ora!!!),  vi raccontiamo come sono nate attraverso le pagine dei diari dei finalisti. Senza svelare nulla (o poco) dei loro soggetti, gli autori raccontano il proprio approccio al giornalismo, le fatiche incontrate e le sfide raccolte.

Sono delle lezioni preziose su questo mestiere che amiamo tanto e in cui crediamo tanto. 

Prima di lasciarvi alla lettura vi diamo appuntamento a Torino e online per le giornate di premiazione che si terranno da giovedì 29 a sabato 31 ottobre. 

E ora, mettetevi comodi e sfogliate insieme a noi i loro taccuini.
 

L'INCHIESTA COME UN VIAGGIO SCOMODO

Lavorare ad agosto è sempre complicato, per fortuna abbiamo trovato una stanza dove circola un po’ d’aria. Ma appena usciamo per qualche intervista, il caldo prova a liquefare la nostra strumentazione. Le nostre scarpe lo sono già. Niente vacanze, ma siamo comunque in viaggio. Il mare c’è, vicino e lontano allo stesso tempo. Proprio come la nostra scadenza. Leggi il diario di Gabriele Cruciata e Arianna Poletti 

 
PANDEMIA, CROCE E RICCHEZZA DI QUESTA INCHIESTA

Un mese dopo, filo rosso resta la pandemia. Non l’abbiamo chiesta e ogni giorno ci svegliamo maledicendola, per tante ragione, finendo sempre per pensare: “Ma proprio quest’anno?”. Eppure si rivela croce e ricchezza: l’emergenza sanitaria ci costringe a fare i conti con le nostre risorse, ci spinge a fare meglio, a dare di più, nonostante i limiti concreti che diventano ostacoli in una corsa che non vogliamo perdere. Leggi il diario di Pietro Adami e Cristiana Mastronicola 

 
FLESSIBILITA', COMPLICITA' E MOSAICI DA COMPORRE

È sera, il cielo si sta tingendo di rosso, il sole sta tramontando. Abbiamo mangiato un kebab veloce prima di partire alla ricerca di alcuni dei protagonisti nascosti della nostra inchiesta. Piazza Castello, la maestosa piazza simbolo di Torino, la mattina presto e la sera, è affollata dai garriti delle rondini. Sono quelle stesse rondini che presto lasceranno il freddo nord Italia e migreranno verso i paesi caldi. É così da più di 10mila anni. Leggi il diario di Martina Ferlisi, Sarika Strobbe e Amarilli Varesio

 
LE SOFFIATE DI VENTO CHE CAMBIANO UNA INCHIESTA

Trovare una pista, verificarla, approfondirla, chiedersi se può essere utile ad ampliare il lavoro che stiamo facendo o se ci porta da tutta un’altra parte. Passare ore davanti al computer, a cercare riscontri e nuovi spunti. E le telefonate, gli incontri, i taccuini che si riempiono di appunti. La delusione per i buchi nell’acqua, che diventa un’incontenibile euforia quando trovi la pista giusta. Leggi il diario di Federico Marconi e Giorgio Saracino

 

UN AQUILONE PER PATRICK ZAKY
Il 12 settembre a Cervia l'iniziativa di Amnesty International Italia, Festival dei diritti umani e Articolo 21 per chiedere la scarcerazione di Patrick Zaky detenuto in Egitto.
 
 
SIAMO AL FESTIVAL DEL GIORNALISMO D'INCHIESTA DI BOLOGNA
Il 17 settembre saremo  a Bologna per il dibattito “Quando l’inchiesta è dei giovani. L’esperienza del Premio Roberto Morrione” a cui prenderanno parte: Ludovico Tallarita, vincitore del Premio Morrione 2019, Luca Rosini, tutor nona edizione, Francesco Cavalli, segretario generale dell’associazione Amici di Roberto Morrione. Conduce Diego Gandolfo, vincitore del Premio Morrione 2015.
 
SAVE THE DATE!!!
DA GIOVEDì 29 A SABATO 31 OTTOBRE 


GIORNATE DI PREMIAZIONE 
PREMIO ROBERTO MORRIONE


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Gli accordi G2G nella difesa come sostegno al sistema-Paese, il mini-rimpasto nella Commissione von der Leyen e il legame tra Covid-19 e biodiversità
9 settembre 2020

Gli accordi G2G (Government-to-Government) sono uno strumento chiave per la promozione dell’export nella difesa, ma anche per accrescere la competitività del sistema-Paese e recuperare terreno a livello internazionale. Un nuovo studio IAI pubblicato oggi illustra come dovrebbe muoversi l’Italia per sfruttarne appieno le potenzialità.

Mini-rimpasto, intanto, nella Commissione europea a meno di un anno dal suo insediamento. Mairead McGuinness, attuale prima vicepresidente del Parlamento europeo, sostituirà Phil Hogan come commissaria in quota all’Irlanda; si occuperà di servizi finanziari, mentre la delicata delega al Commercio va al lettone Valdis Dombrovskis, influente vicepresidente esecutivo della Commissione. Questo e molto altro ancora - tra cui il Diario Usa2020 di Giampiero Gramaglia che ci aggiorna quotidianamente sulla campagna presidenziale - online su AffarInternazionali, la rivista dello IAI.

ARTICOLI
 IMPLICAZIONI POLITICHE E INDUSTRIALI
Gli accordi fra governi sull'export della difesa a sostegno del sistema-Paese
 

di Ester SabatinoAlessandro Marrone

In un momento di recessione economica come quella che stiamo vivendo, poter sfruttare ogni strumento a propria disposizione per far riprendere l’economia dovrebbe essere tra gli obiettivi primari del decisore politico.

 LA NUOVA COMMISSARIA IRLANDESE
Il mini-rimpasto di von der Leyen: dentro McGuinness, Commercio a Dombrovskis
 

di Gabriele Rosana

Mini-rimpasto nella Commissione europea a meno di un anno dal suo insediamento. Dopo l’addio a sorpresa di Phil Hogan, il potente commissario al Commercio che si è dimesso in seguito a uno scandalo scoppiato nella natia Irlanda per aver violato...

COVID-19 E BIODIVERSITÀ
Dal nostro rapporto con le risorse naturali passa la prevenzione di future pandemie
 

di Jacopo Pasquero

Nei primi mesi del 2020, il Covid-19 si è diffuso nel mondo sconvolgendo la società e l’economia. Mentre i governi continuano a far fronte alle numerose difficoltà portate dalla pandemia, diverse sono le opinioni riguardo all’origine del coronavirus e alle...

CARA AI TI SCRIVO
Campioni e chimere: l'Unione europea e il dilemma Euronews
 

di Giacomo Corongiu

Thierry Breton, Commissario europeo per il Mercato interno e i servizi, ha recentemente ricordato la necessità di aggiornare la legislazione europea sulla concorrenza per far sì che la creazione di nuovi “campioni industriali europei” non rimanga soltanto un desiderata di lungo...

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Servizio Stampa 

Parlamento europeo

Ufficio di collegamento in Italia

 

 

 

 Comunicato Stampa
 08.09.2020

 Altre versioni linguistiche sono disponibili qui

 

Covid19: Sassoli, Strasburgo dichiarata zona rossa. Prossima plenaria a Bruxelles

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli

 

 

“La sede del Parlamento europeo è Strasburgo, questo è un obbligo scritto nei Trattati che noi vogliamo onorare. Abbiamo fatto di tutto per riprendere il normale svolgimento delle nostre sessioni plenarie a Strasburgo. Tuttavia, la ripresa della pandemia in molti stati membri e le decisioni prese dalle autorità francesi di classificare l’intero dipartimento del Basso Reno in zona rossa, ci obbligano a riconsiderare lo spostamento a Strasburgo. Siamo molto amareggiati per questa decisione, ma il trasferimento dell’amministrazione del Parlamento europeo imporrebbe a tutto lo staff, al suo ritorno a Bruxelles, la quarantena.

Viviamo un momento difficile e sono riconoscente per tutta la collaborazione, la disponibilità e le competenze dimostrate dalla Ville de Strasbourg, dalle autorità sanitarie e dal governo.

Il desiderio del Parlamento europeo è di tornare a Strasburgo e siamo certi che, di fronte ad una diminuzione della pandemia, questo sarà possibile.

La sessione plenaria del Parlamento europeo dal 14 al 17 settembre si svolgerà a Bruxelles”.

 

 
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‘The risk of a no-deal is increasing, and that’s not a bad thing’, wrote the Financial Times’ Europe commentator, Wolfgang Munchau last week.

‘The risk of a no-deal Brexit is increasing, and that’s not a bad thing’ for the UK

The UK and the EU must reach an agreement on their future relationship by the end of October, otherwise a hard Brexit will be a fact on January


"he sense of global solidarity to uphold and protect human rights and basic freedoms has faltered".

The EU is missing the mark on foreign policy

Over lockdown summer, there’s been a striking gendered approach to maintaining, protecting and unravelling democracy


"NATO’s purpose as an organization is to ensure the collective defense of its members on the basis of its founding Washington Treaty. It was never designed to adjudicate disputes between its members. It should therefore not come as a surprise that NATO is paralyzed over the current Greece-Turkey conflict."

Is NATO Paralyzed Over the Greece-Turkey Conflict?

Tensions are rising dangerously in the Eastern Mediterranean between Greece and Turkey, two members of NATO. But can the world’s most powerful military alliance do anything to de-escalate the crisis?


‘While there is a bit of a slowdown in hiring, once you strip out the census numbers, this is still a positive surprise’.

US unemployment rate drops to 8.4%, labour market rebounds further

US employers added 1.4 million jobs in August, sending the unemployment rate back below the peak of the global financial crisis to 8.4%


The report COVID-19 and gender equality: Countering the regressive effects, from McKinsey Global Institute, estimates that women make up almost two-fifths of the global labour force but have suffered more than half of total job losses from the crisis.

COVID-19 has worsened gender inequality- what we can do about it

More women have lost their jobs due to the impact of the coronavirus crisis than men, new research has found

 

                                                         Newsletter n. 131

Il giornalista nell'età dello smart working (15)
 

 

 

Il giornalista nell’età dello smart working (15)

 

Prosegue il dibattito sul giornalismo in smart working. Oggi il contributo di Michele Mezza.


 

 

 

 

 

Smart working  fra automatizzazione e artigianato del mestiere.

Tendenze e opportunità di un giornalismo in quarantena.

C’è davvero uno spettro che si aggira per il mondo ed è lo smart working, forse in certi casi persino più del coronavirus.

Le tradizionali ansie e timori per una tecnologia che si mangia il mondo- sarà tutto software, ci diceva già Italo calvino nell’ultima delle sue Lezioni Americane- si scaricano su questa pratica professionale che sta smaterializzando le strutture logistiche del lavoro.

In realtà quello che abbiamo visto moltiplicarsi nelle settimane del lockdown, è più home working, lavoro remoto, da casa, piuttosto che un lavoro intelligente supportato da forme di automatizzazione cognitiva, che è il vero smart working.

Oggi  assistiamo, per il momento,ad un puro decentramento di esperienze e procedure che in qualche modo riproduce le attività di ufficio sul desk del computer.

Nella pubblica amministrazione, nelle scuole, nelle aziende di servizi, nei sistemi territoriali, negli apparati culturali e di relazione, abbiamo visto in azione una specie di outsourcing domestico, in cui la scrivania veniva decentrata presso l’abitazione dell’addetto.

Come sempre nel digitale la virtualizzazione di attività materiale apre la strada ad una rivisitazione della stessa idea di lavoro, a cominciare dalla messa in discussione della sua organizzazione lineare: ossia di quella procedura, mutuata dalla catena fordista del lavoro, per cui ogni mansione viene svolta una alla volta, in sequenza appunto lineare.

Così come la tipografia di Guttemberg fu la prima fabbrica moderna, in cui funzioni e specializzazioni si combinavano lungo una sequenza pre programmata, oggi l’informazione è il laboratorio avanzato di una smaterializzazione dello stesso luogo di produzione.

Per tre motivi si parte dal giornalismo ad automatizzare le attività intellettuali: innanzitutto perché è il settore che ha anticipato la produzione di valore mediante lo scambio di simboli e numeri; poi  perché la macchina giornale è già stata investita da una smaterializzazione radicale di una sua componente fondamentale, quale è la distribuzione,con l’affiancamento, se non con una vera e propria sostituzione , del web rispetto alla carta o al video; infine perché l’esplosione dei social hanno smaterializzato largamente la stessa produzione giornalistica mediante il decentramento ai lettori della raccolta di notizie, con una prima automatizzazione proprio di questo tornante organizzativo.

Come spiega Paolo Giordano nel suo instant Book Nel Contagio (Einaudi) “l’epidemia è un’infezione delle nostre relazioni, e prima di essere un’emergenza sanitaria è un’emergenza matematica” . Il coronavirus ha effettivamente infettato le relazioni professionali, non solo dell’informazione, ma di tutte le attività artigiane, introducendo il primato dei dati, del calcolo predittivo , come unica autorità che possa contrapporsi all’espansione della malattia, e dunque come principio cardine delle attività professionali.

Se diamo un occhio a quanto è accaduto, all’unisono, su tutti i media, possiamo constatare come l’epidemia sia stata prima spiegata dai virologi, poi dagli epidemiologi, infine dai matematici e dai fisici, che hanno sostituito i medici nell’analisi e previsione delle dinamiche del contagio.

Un fenomeno che ha attraversato le nostre redazioni, spostando , anche nella micro organizzazione delle testate, il baricentro verso i titolari del calcolo : in redazione si costruiva la notizia attorno ad un indicatore numerico di fiducia, così come il governo, o i governatori, o i sindaci, decidevano solo sulla base di un numero, di una cifra, che autorizzava la deliberazione.

Questo per dire che siamo dentro ad una tempesta perfetta, in cui la tendenza settoriale che avevamo da anni ormai incrociato nelle testate, verso un’automatizzazione del ciclo dell’informazione, si è incontrata con un senso comune che vede solo nel calcolo statistico come punto di vista per circoscrivere e limitare la pandemia: è vero quel che è certo, è certo quel che è misurabile ci dice Mauro Magatti nel suo saggio Oltre l’Infinito (Feltrinelli, Milano 2019)

In questo gorgo lo smart working, nel senso più etimologico del termine  - lavoro più intelligente e leggero- diventa la conseguenza più che la causa dell’automatizzazione.

Proprio su questo tema l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli, ha condotto una ricerca sui processi di digitalizzazione delle redazioni, che si è trovata ad attraversare il periodo del lockdown.

Dai dati  posso anticipare- la ricerca sarà proprio a fine mese presentata in un volume dall’Ordine- appare evidente come sia a livello internazionale che italiano la tendenza è ormai univocamente quella di una smaterializzazione delle fasi più artigianali della costruzione dell’oggetto informativo.

A cominciare ovviamente dalle strutture redazionali dedicate alle piattaforme digitali, ma con una tendenza che ormai chiaramente investe l’intero apparato giornalistico. A livello internazionale le principali testate, dal New York Times al Guardian, a Le Monde e El Pais, hanno prima automatizzato le fasi di pubblicazione on line di notizie e conversazioni con gli utenti, mediante software di lettura, di analisi testi e di scrittura finale sui social, poi hanno cominciato, proprio sfruttando la congiuntura della pandemia, a ridurre i gangli gestionali della macchina, il mitico  desk di produzione, che veniva seriamente alleggerito nel numero e nella funzione.

Negli USA negli ultimi 6 anni, con un’accelerazione in questi mesi, il 48% delle funzioni organizzative sono state cancellate nelle redazioni. Contemporaneamente, lo smart working rendeva più agevole una diversificazione delle attività, come la produzione video, o l’imponente sistema di ricette da cucina, per il New York Times, o l’editoria scolastica e le guide turistiche per il Washington Post.

Proprio in questi giorni , in Inghilterra, testate come il Guardian, la BBC e il gruppo Reach, le realtà più tecnologicamente avanzate, annunciano tagli di giornalisti e di personale amministrativo per centinaia di posizioni (https://www.adginforma.it/news/editoria/5853-gb-il-coronavirus-mette-in-ginocchio-l-editoria-tagli-al-guardian,-bbc-e-gruppo-reach), con robusti piani di ristrutturazione dell’intera catena produttiva, che prevede un uso massiccio di forme di collaborazione o di part time proprio mediante lo smart working.

Una tendenza non dissimile, benché ancora in chiave minore, sembra delinearsi in Italia: Repubblica, La Stampa, l’Ansa, il Corriere della Sera, sono oggi cantieri dove si cerca un equilibrio fra un secco dimagrimento dei desk rispetto ad un allontanamento dalla redazione delle figure di scrittura, con una diversificazione delle produzioni sia per generi  editoriali che per merceologie.

Proprio la trasformazione del sistema logistico del giornale, di cui appunto lo smart working è emblema consequenziale, ci dice che quella in corso non è una congiuntura puramente recessiva, in cui le testate limitano gli organici perché riducono il prodotto, quanto invece si tratta di una vera e propria trasmigrazione di attività, in cui la realizzazione di un giornale, con la relativa versione cartacea, è solo una delle forme, a volte neanche la più evidente e spettacolare, di offerta di servizi e prodotti da parte del gruppo editoriale.

In questa logica si spiegano  come mai appaiano nei bilanci degli editori  massicci acquisti di soluzioni software per ottimizzare le attività delle redazioni digitali, e integrare le sezioni tradizionali delle diverse edizioni. La ricerca dell’Ordine che richiamavo, ci dice inoltre   che nelle testate sta  entrando un nutrito numero di figure professionali spurie, di confine: marketing, analisi dati, gestione software editoriali, ottimizzazione e promozione pubblicità personalizzate, adeguamento e riprogrammazione di sistemi automatici. Molte di queste figure già lavoravano a distanza per le direzioni editoriali ed oggi , mediante uno smart working funzionale, diventano parte integrante della comunità redazionale.

Nelle grandi testate internazionali questa realtà è già visibile da tempo: almeno un centinaio di questi profili digitali sono stati assunti sia al New York Times che al Washington Post, ma sono centrali anche nelle compassate redazioni BBC. Si tratta degli “epidemiologi dell’informazione”, competenze in grado di accompagnare, guidare, orientare la diversificazione dei singoli servizi, della pubblicità on demand, delle attività promozionali, o delle realizzazioni video. A questo punto  il tema smart working non appare più ne come un incidente da risolvere quanto prima, ripristinando lo status ante, ne una furbizia dell’editore per sforbiciare i borderò e gli organici, anche se entrambe queste motivazioni sono largamente presenti, quanto mi pare debba essere interpretato come uno dei segnali di una metamorfosi in atto del sistema giornalistico,  che ci avverte  che sono in incubazione processi sostanziali di trasformazione delle attività intellettuali ,dalla sanità alla giustizia, di cui l’informazione è appunto laboratorio primario.

Il nodo , a me pare, sta proprio nelle nuove figure professionali che portano in redazione saperi e competenze in grado di poter manovrare e governare i processi tecnologici. Negli anni 60 come giornalisti perdemmo, allora nemmeno ce ne accorgemmo, e certo non era facile per nessuno, la partita dell’informatica, che nata come scienza dell’informazione, divenne un’ancella dell’ingegneria. Ora potremmo non mancare questa nuova occasione di integrare nuovi profili nella figura di un giornalista sempre più diversificato e evolutivo, per dare una visione nostra, da artigiani della notizia, che vogliono salvaguardare le  esperienze e i diritti conquistati in una lunga storia, a profili  e mestieri che possono irrobustire sia quantitativamente che qualitativamente il mondo del giornalismo al tempo degli algoritmi.

 

Michele Mezza

 

 

 

sito: www.fondazionemurialdi.it

 

Servizio Stampa

Parlamento europeo

Ufficio di collegamento in Italia

 

 
 

Agenda

Settimana 7 – 13 settembre 2020

Riunioni di Commissione, Bruxelles

Bilancio a lungo termine e piano per la ripresa. I negoziati sul bilancio a lungo termine e il piano per la ripresa continuano con colloqui tra Parlamento, Commissione e Consiglio previsti per lunedì e venerdì. Il gruppo di contatto sul Quadro finanziario pluriennale - Risorse proprie, guidato dal presidente Sassoli, si riunirà martedì per discutere lo stato di avanzamento dei lavori. Lo scorso 2 settembre c'è stata la decisione sulle risorse proprie, che apre la strada a una rapida attuazione del piano europeo per la ripresa.

 

Legge europea sul clima. La commissione per l'Ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza alimentare voterà definitamente sulla bozza che ha come obiettivo il rendere legalmente vincolante che l'UE sia a impatto zero entro il 2050. Lo scopo è anche quello di stabilire un target provvisorio per il 2030 (Venerdì).

 

COVID-19/REACT-EU. La commissione Sviluppo regionale voterà in via definitiva sulla proposta per il pacchetto REACT-EU che include €55 milioni di fondi ulteriori da rendere disponibili per i paesi dell'UE al fine di fornire assistenza per la ripresa dalla crisi e un rilancio verde, digitale e resiliente dell'economia (Lunedì).

 

Vaccini COVID-19. In seguito alla presentazione che farà la Commissione sullo stato dei vaccini COVID-19, la commissione per l'Ambiente e la Sanità pubblica discuterà di come garantire ovunque un accesso equo a vaccini COVID-19 economici e sicuri per tutti coloro che ne hanno bisogno (Lunedì).

 

Bielorussia. La sottocommissione Diritti Umani discuterà la situazione dei diritti umani in Bielorussia in seguito alle elezioni presidenziali del 9 agosto (Lunedì).

 

Preparazione alla plenaria. I gruppi politici concentreranno i lavori preparatori sul dibattito annuale sullo stato dell'Unione europea del prossimo 16 settembre, quando interverrà la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Si occuperanno anche del voto finale sulle risorse proprie per il prossimo bilancio dell'UE. Prepareranno inoltre il voto per aggiornare il Meccanismo di protezione civile dell'UE/RescEU, faranno il punto sull'impatto economico e sociale del coronavirus e discuteranno i modi per affrontare la carenza di farmaci. I gruppi definiranno anche i temi di affari esteri più urgenti da affrontare con l'Alto rappresentante/vicepresidente Josep Borrell e prepareranno le votazioni sull'inclusione del trasporto marittimo nello scambio di quote di emissioni, sul miglioramento dei controlli sulle emissioni delle automobili e sulla lotta alla deforestazione globale.

 

Agenda del presidente. 

Mercoledì il presidente del Parlamento europeo David Sassoli incontrerà la presidente della Georgia Salomé Zourabichvili. Giovedì sarà la volta del primo ministro del  Kosovo Avdullah Hoti.

Sabato il presidente parteciperà in videoconferenza all'incontro dei presidenti dei parlamenti del G7.

 

 

Agenda settimanale

Servizio stampa del Parlamento Europeo

 

 

Tuesday, 8 September 2020

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Néonicotinoïdes : « La Commission européenne doit faire preuve de clarté »

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NOI E IL FUTURO DELL'EUROPA

"L'Europa riparte ?"
 
Newsletter n. 27 - Settembre 2020

Qui di seguito puoi selezionare la parte di tuo interesse
Per la versione completa, clicca qui
 
IL FUTURO (INCERTO) DELL'UNIONE EUROPEA

L’estate 2020 è trascorsa invano e nell’agenda delle istituzioni europee il tema della Conferenza sul futuro dell’Europa è ancora indicato con un grosso punto interrogativo.
Nonostante l’accordo fra capi di Stato e di governo dell’Unione europea su European Recovery Fund, Next Generation EU e Quadro Finanziario Pluriennale la nebbia è fitta a Bruxelles.
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VERSION FRANÇAISE
LE ATTIVITÀ DEL MOVIMENTO EUROPEO

Ci si avvia verso la ripresa delle attività a pieno ritmo, dopo l'estate. Questa settimana, vi proponiamo una serie di eventi ai quali il Movimento europeo sarà presente con interventi del Presidente oppure ai quali partecipa in veste di promotore:
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DOCUMENTI CHIAVE
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TESTI DELLA SETTIMANA
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CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI
L'articolo 53 della Carta dei diritti fondamentali ci sembra quello su cui aprire una riflessione non banale, questa settimana. Leggiamolo: “Nessuna disposizione della presente Carta deve essere interpretata come limitativa o lesiva dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali riconosciuti, nel rispettivo ambito di applicazione, dal diritto dell’Unione, dal diritto internazionale,...
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LA GIURISPRUDENZA EUROPEA

Qual è il perimetro entro il quale operare per garantire la sicurezza dei cittadini? È un quesito complesso che si presta, da sempre, a un dibattito acceso. Negli ultimi decenni, in numerosi casi, ci si è trovati ad attuare misure di sicurezza che, a fronte di rischi  quale quello di attentati terroristici, se da un lato hanno ampliato i margini di intervento degli Stati per tutelare i cittadini, dall'altro rischiano di compromettere le libertà, anche quelle fondamentali.
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CONSIGLI DI LETTURA
Gianni Borsa è corrispondente  da Bruxelles per l'agenzia di stampa Sir, Servizio informazione religiosa. Si occupa di Unione europea sia in veste di giornalista, che di autore di libri. Uno dei suoi testi più recenti ha un titolo interessante per la nostra sezione e lo proponiamo alla vostra attenzione: “Europa. Parole per capire, ascoltare, capirsi”, pubblicato 2019. Si comprende agevolmente l'intenzione di andare in profondità e Borsa, alla domanda su come è nato questo suo lavoro, l'autore risponde:
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AGENDA DELLA SETTIMANA
 

Monday 7 September

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    CAMPAGNA DI INFORMAZIONE SULL'EUROPA    
 
 

 
Responsabile: Massimiliano Nespola, giornalista
Segreteria di redazione: Sabrina Lupi
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Il giornalista nell'età dello smart working (14)
 

 

 

Il giornalista nell’età dello smart working (14)

 

Prosegue il dibattito sul giornalismo in smart working. Oggi il contributo di Oreste Pivetta.


 

 

 

 

 

Premetto:  mi definisco un giornalista dell’era cartacea, avviato alla professione quando ancora esisteva la terza pagina e la mia massima aspirazione era scrivere un elzeviro, un giornalista del piombo (quello buono), gutenberghiano. Per questo non mi offendo se mi date del passatista, mentre provo a riflettere su un tema che ricorre in questi giorni come lo smart working, espressione che potrei tradurre come lavoro a domicilio (un giuslavorista, Pietro Ichino, lo definisce “lavoro agile”, ma non capisco in che cosa consisterebbe l’agilità),  qualcosa che è sempre esistito, come è sempre esistita la parcellizzazione e quindi la specializzazione del lavoro. La sartine sorfilavano, imbastivano, rifinivano a casa le stoffe che il grande sarto, non ancora stilista, tagliava con perizia. C’era chi a casa avvolgeva bobine di fili elettrici che in fabbrica andavano a comporre macchine più complicate e chi, a mano o con un piccola tessitrice, componeva maglie e golfini che finivano poi altrove per la commercializzazione. Molte di quelle aziende raccolte sotto lo slogan del “piccolo è bello”,  che hanno innervato i nostri distretti industriali studiati da De Rita o da Bonomi, sono nate così, in un modesto appartamento o in uno scantinato.

L’avvento delle tecnologie informatiche ci ha regalato altre opportunità. Un esempio: una volta se dovevo pagare un bonifico mi recavo in banca, compilavo con bella calligrafia un modulo in duplice o triplice copia, affrontavo la coda, consegnavo carte e quattrini al cassiere o alla cassiera, che controllava, correggeva, timbrava, restituiva per ricevuta, mezza mattina buttata. Adesso, con l’home banking, se il collegamento funziona, accendo il computer, entro nel sito della banca, cerco la “voce” giusta, i miei dati sono già inseriti, spesso anche quelli del creditore, schiaccio un paio di tasti, in una decina di minuti chiudo la partita, cancello qualche migliaio di posti di lavoro e la banca non mi ricompensa, smart working gratuito. Vale per una infinità di pagamenti: tasse, bolli auto, assicurazioni, multe, conti correnti vari, eccetera eccetera.  Una comodità.

Ho citato questi casi non per invocare il luddismo, ma per ridimensionare qualche entusiasmo e per ricordare che qualche cosa s’è già visto e nel nostro lavoro si è già visto molto.

Finché sono stato in una redazione, ero molto impegnato al cosiddetto desk, organizzare, “passare”, titolare. Mi piaceva scrivere, così tornavo a casa alla sera e tra le dieci  e la una o le due di notte componevo i miei pezzetti, macchina da scrivere e poi computer. Quando sono andato in pensione, per fortuna ho continuato a collaborare con il mio giornale. Il direttore o la direttrice mi chiamavano, mi chiedevano un commento, un editoriale, una recensione, un’intervista e scrivevo senza discutere con qualcuno. Non ho mai scritto tanto come in quei cinque anni di collaborazione: smart working, scarsamente retribuito (secondo le regole d’allora per i pensionati) e di grande gratificazione.

Raramente mi sono ripresentato in redazione, mi sentivo un estraneo. Però leggevo la mia firma in prima pagina.

 Ricordo i tempi in cui ero capocronista. In un grande salone, c’ero io, a fianco il vice, davanti una ventina di cronisti che andavano e venivano in un vociare continuo. Quelli della nera e della giudiziaria si presentavano a sera, qualcuno addirittura attorno alla mezzanotte quando “stava sui fatti”, albergavano dentro le sale stampa della questura o dei carabinieri o di Palazzo di giustizia, ma ovviamente al giornale avevano la loro scrivania, il telefono, la macchina da scrivere, il computer. Lavoro a distanza, però con una postazione fissa in redazione.

Il direttore Belpietro ha onestamente chiarito la situazione, passando oltre, anticipando i tempi: via la sede, via la scrivania, via il telefono, via il computer, tutto a casa vostra, poi ci vediamo una volta alla settimana a pranzo. Si è dimenticato di aggiungere: io comando, voi eseguite. Possibile. Si risparmia in affitto e per la luce. Sono situazioni che gli studiosi dell’evoluzione dei sistemi dell’informazione e della comunicazione avevano preconizzato trent’anni fa almeno. Tengo ancora a casa un libro che un amministratore delegato sventolava davanti agli occhi degli amici del cdr, spiegando: finirà così, un direttore, un caporedattore, un agile desk, un ufficio grafici e gli altri tutti a casa (aggiornerei: anche i grafici a casa).

Vale a dire: un giornale si fa con una decina di persone assunte a contratto, alcuni collaboratori-grandi firme ben pagati, qualche collaboratore affidabile correttamente retribuito, una miriade di free lance giovani, scattanti, ossequienti, dotati a proprie spese di pc, ipad, telefonino, tele camerina,disposti a tutto pur di veder comparire il loro nome qui e là, pagati un tot al pezzo più un paio di euro per il filmato. Lasciando ovviamente all’editore la facoltà di tagliare a proprio gusto i compensi: prendere o lasciare. C’è chi ci ha spiegato che con un telefonino si può girare anche un film: ma un articolo è un affare diverso dal film, non è un esperimento.

Si è giustamente ricordata la legge 81, una legge che mi pare definisca bene, per quanto ne capisco, condizioni, limiti e opportunità dello smart working. Belpietro con la sua idea della riunione settimanale al bar sarebbe già un fuorilegge. Ma nella crisi e nella giungla conseguente quanto potrebbe valere la legge 81? Di quanta libertà godrebbe Belpietro? Certo, si dirà, la legge c’è e bisogna quindi farla rispettare. Però, perché la legge venga rispettata occorre evidentemente una forza che si contrapponga alle pretese di un padrone o di un editore. Occorre il sindacato e occorrono i contratti ben scritti. Così finisce però che lo smart working funzionerà solo per i garantiti, quelli in via di estinzione. Gli altri dovranno continuare a correre solitari come prima, puntando sulla quantità, per racimolare qualche euro in più, prima che sulla qualità, qualità che dovrebbe essere condizione essenziale per salvare l’informazione. Ciò che si vede in giro è altra cosa, del tutto a detrimento del diritto/dovere del cittadino di informarsi.

Se penso alla storia italiana, quella che ho vissuto almeno, credo che un punto di svolta sia rappresentato da quella che si è definita “deindustrializzazione”. Chi vive o in Lombardia sa benissimo che lungo l’asse Milano- Sesto San Giovanni sono prosperate le più grandi industrie italiane della gomma e del ferro, dalla Pirelli alla Falck, e sa benissimo che di quel sistema industriale non esiste più nulla: fine della fabbrica, fine delle grandi concentrazioni operaie, fine della politica dentro la fabbrica, tramonto del conflitto, tracollo del sindacato costretto a inseguire nuove professionali sparse ovunque e... pensionati. Aggiungerei: rivolgimento epocale nella cultura di massa che ha favorito un orientamento decisivo nella formazione politica. Vedi il voto negli ultimi decenni.

Concludo. Temo non solo la sparizione dello stanzone della cronaca, dove si discuteva di tutto, di aperture, di tagli, di commenti,  persino della collocazione di una notizia a una colonna, quando quelle pagine stampate, belle o brutte (la mattina dopo si cominciava con la riunione di redazione e con le critiche, con la segnalazione dei buchi, con l’indicazione dei refusi) erano davvero il risultato di un pensiero collettivo, che il capo, se era bravo, era in grado di sintetizzare. Temo la sparizione del sindacato e quindi di qualsiasi forza contrattuale. Qualcosa già si vede. Guardiamoci attorno. Quanti tra i ciclisti che recapitano le pizze sono iscritti al sindacato? Quanti free lance giornalisti pensano al sindacato? Lo sciopero dei collaboratori del Messaggero farà scuola?

Credo che quando si discute di smart working si debba tener presente anche una questione di democrazia: da una parte si svilisce o si annulla l’autonomo e critico apporto individuale, quando si ricevono ordini dall’alto e si elimina qualsiasi spazio fisico di confronto, dall’altra parte si rischia di ridimensionare ancora il ruolo del sindacato, cioè di uno di quei corpi intermedi che sono la sostanza del nostro sistema democratico. 

Lo smart working ci farà risparmiare benzina, inquinamento e magari tempo, ma non ci risparmierà la fragilità politica e culturale ( e pure retributiva) della solitudine tra quattro mura domestiche.

 

Oreste Pivetta


 

 

 

sito: www.fondazionemurialdi.it